MANIFESTO CIVICO PER IL POPOLO SOVRANO PER L'ITALIA E PER LA SICILIA
Lo Stato deve servire il popolo, non consumarlo
L'Italia è una Nazione straordinaria, costruita nel tempo dal lavoro, dall'ingegno e dal sacrificio del suo popolo sovrano, che è il vero fondamento della Repubblica. Tuttavia, il Paese attraversa oggi una fase di profonda difficoltà: un'economia spesso priva di visione strategica, un costo della vita crescente, un tessuto produttivo appesantito da procedure lente e complesse, e un debito pubblico imponente che aumenta nel tempo e assorbe risorse attraverso il pagamento di interessi, sottraendole allo sviluppo reale.
Quando una parte rilevante della spesa pubblica è destinata a mantenere apparati, inefficienze e sovrapposizioni, invece di trasformarsi in investimenti produttivi, infrastrutture e lavoro, uno Stato perde forza, credibilità e futuro. In questo contesto, è legittimo e doveroso chiedere una riforma profonda del funzionamento dello Stato, affinché torni a essere uno strumento al servizio del popolo e non un fine in sé.
1. Uno Stato più leggero, efficiente e responsabile
Il popolo sovrano chiede uno Stato che funzioni meglio, non che costi di più.
Meno burocrazia inutile, meno duplicazioni amministrative, meno sprechi;
più efficienza, più trasparenza, più responsabilità e risultati misurabili.
La politica e l'amministrazione pubblica devono rispondere ai cittadini con atti concreti, semplificazioni reali e servizi efficienti, riconoscendo che famiglie e imprese sono il motore della Nazione.
2. Legalità vera e uguale per tutti
La legalità è il pilastro della convivenza civile. Il popolo sovrano chiede un contrasto serio e continuo a corruzione, criminalità e cattiva gestione delle risorse pubbliche, perché ogni euro sottratto al bene comune è un euro in meno per sanità, scuola, sicurezza, infrastrutture e sviluppo.
Uno Stato autorevole tutela i cittadini onesti, semplifica le regole per chi rispetta la legge e rafforza i controlli contro chi vive nell'illegalità, senza ambiguità e senza zone d'ombra.
3. Sicurezza, confini e gestione responsabile dell'immigrazione
Umanità e legalità non sono in contraddizione. Un Paese democratico e sovrano ha il diritto e il dovere di controllare i propri confini, sapere chi entra nel territorio nazionale, identificare le persone con certezza e applicare regole chiare e uguali per tutti.
Una gestione ordinata e responsabile dei flussi migratori tutela sia la dignità delle persone sia la sicurezza e la coesione sociale. L'assenza di regole e controlli efficaci genera insicurezza, tensioni e pressione sui servizi pubblici, a danno soprattutto delle comunità più fragili. Accoglienza, integrazione e legalità devono procedere insieme.
4. Il futuro passa dai giovani
Il popolo sovrano guarda al futuro attraverso i suoi giovani. La perdita continua di talenti, competenze e professionalità è una delle principali emergenze nazionali. Ogni giovane che lascia l'Italia rappresenta un capitale umano e sociale che non viene valorizzato.
Servono politiche fondate su lavoro stabile, meritocrazia, salari dignitosi, accesso alla casa, servizi efficienti e possibilità concrete di costruire una famiglia. Un Paese che non investe sui giovani rinuncia al proprio domani.
5. La Sicilia come motore strategico del Mediterraneo
La Sicilia non è periferia, ma centro strategico del Mediterraneo. È una terra ricca di risorse energetiche, agricole, turistiche, culturali e umane, e può diventare una leva decisiva per il rilancio dell'intero sistema Italia. Una visione moderna riconosce alla Sicilia il ruolo di piattaforma naturale tra Europa, Africa e Medio Oriente, capace di attrarre traffici, investimenti, produzione e occupazione qualificata.
6. Infrastrutture per costruire crescita
Il popolo sovrano chiede investimenti veri, non spesa improduttiva.
Opere strategiche come il Ponte sullo Stretto, se realizzate con criteri rigorosi di sostenibilità economica, sicurezza e trasparenza, possono rafforzare l'integrazione infrastrutturale del Paese.
Allo stesso tempo, è essenziale sviluppare una grande piattaforma logistica siciliana: Interporto di Gela, reti ferroviarie e stradali moderne, porti efficienti e integrati, inclusi progetti territoriali come il porto "Lindioi – Antonio Fasulo" a Gela, inseriti in una visione sistemica.
Sono indispensabili:
aeroporti competitivi;
autostrade sicure e manutenute;
ferrovie moderne per persone e merci;
una strategia nazionale delle autostrade del mare.
Questi investimenti generano PIL, lavoro e entrate fiscali sane, riducendo la dipendenza dal debito.
7. Appello finale del popolo sovrano
Un Paese con un debito pubblico elevato non può continuare a rinviare le infrastrutture strategiche e limitarsi a sostenere costi e interessi. Deve scegliere di costruire, innovare e valorizzare le proprie risorse.
L'Italia deve tornare a fidarsi del suo popolo, che è laborioso, creativo e responsabile.
Uno Stato giusto è quello che accompagna, non opprime; che protegge, non ostacola; che costruisce futuro invece di consumare il presente.
progetto-italia.it
Dott. Marco Fasulo
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CIVIC MANIFESTO OF THE SOVEREIGN PEOPLE
FOR ITALY AND SICILY**
The State must serve the people, not consume them
Italy is an extraordinary Nation, built through the work, intelligence, and sacrifice of its sovereign people, who are the true foundation of the Republic. Today, however, the country faces serious challenges: an often directionless economy, rising living costs, businesses burdened by slow and complex procedures, and a massive public debt that grows over time and absorbs resources through interest payments rather than productive investment.
When a significant portion of public spending is used to maintain inefficient structures instead of creating infrastructure, jobs, and development, a State loses strength, credibility, and future prospects. In this context, it is both legitimate and necessary to demand a deep reform of how the State functions, so that it returns to serving the people rather than sustaining itself.
1. A leaner, more efficient, and accountable State
The sovereign people call for a State that works better, not one that costs more.
Less unnecessary bureaucracy, fewer administrative overlaps, less waste;
more efficiency, transparency, accountability, and measurable results.
Politics and public administration must respond to citizens with concrete actions, real simplification, and effective services, recognizing that families and businesses are the backbone of the Nation.
2. True and equal legality
Legality is the cornerstone of civil society. The sovereign people demand a serious and continuous fight against corruption, crime, and mismanagement of public resources, because every euro diverted from the common good is a euro taken away from healthcare, education, safety, infrastructure, and development.
A strong State protects law-abiding citizens, simplifies rules for those who comply, and firmly targets illegality, without ambiguity.
3. Security, borders, and responsible migration management
Humanity and legality must go hand in hand. A democratic and sovereign country has the right and duty to control its borders, know who enters its territory, ensure reliable identification, and apply clear rules equally to all.
Orderly and responsible migration management protects human dignity while safeguarding social cohesion and public security. Lack of effective rules and controls increases insecurity, strains public services, and harms the most vulnerable communities.
4. The future belongs to the young
The sovereign people see the future through their youth. The ongoing loss of talent and skills is a major national emergency. Every young person who leaves Italy represents human capital that is not being valued.
Policies must focus on stable employment, merit-based systems, decent wages, access to housing, efficient services, and real opportunities to build families and futures at home.
5. Sicily as a strategic Mediterranean hub
Sicily is not a periphery but a strategic center of the Mediterranean. Rich in energy, agriculture, tourism, culture, and human resources, it can become a key driver of national renewal. A modern vision recognizes Sicily as a natural platform between Europe, Africa, and the Middle East, capable of attracting trade, investment, production, and skilled employment.
6. Infrastructure to build growth
The sovereign people demand real investment, not unproductive spending.
Strategic projects such as the Strait of Messina Bridge, if implemented with strict standards of economic sustainability, safety, and transparency, can strengthen national infrastructure integration.
At the same time, a major Sicilian logistics platform is essential: the Gela Interport, modern rail and road networks, efficient and integrated ports, including territorial projects such as the "Lindioi – Antonio Fasulo" port in Gela, within a coherent system-wide strategy.
Essential components include:
competitive airports;
safe and well-maintained highways;
modern railways for passengers and freight;
a national strategy for motorways of the sea.
These investments generate GDP, employment, and healthy public revenues, reducing dependence on debt.
7. Final appeal of the sovereign people
A country burdened by high public debt cannot continue postponing strategic infrastructure while merely sustaining costs and interest payments. It must choose to build, innovate, and fully value its resources.
Italy must once again trust its sovereign people—hardworking, creative, and responsible.
A just State supports rather than oppresses, protects rather than obstructs, and builds the future instead of consuming the present.
progetto-Italia.it
Dr. Marco Fasulo
PROGETTO ITALIA
PROGETTO ITALIA
Piano di Emergenza Nazionale 24 Mesi
Documento strategico–operativo proposto a uno Stato da riformare totalmente
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PREAMBOLO OPERATIVO
Il presente Piano di Emergenza Nazionale 24 Mesi traduce PROGETTO ITALIA in una sequenza di misure immediate, vincolanti e misurabili, da realizzare entro due anni, con un principio guida inderogabile:
Stato leggero negli apparati, fortissimo nelle funzioni essenziali: sicurezza, giustizia, energia, scuola, infrastrutture strategiche, legalità e sviluppo.
Il Piano è costruito su azioni concrete e controllabili, non su annunci. Si fonda su:
riduzione rapida di sprechi, enti e strutture improduttive;
tempi certi e responsabilità personali e patrimoniali per chi decide e per chi ritarda;
investimenti mirati, tracciati e vigilati, con ritorni misurabili (energia, logistica, scuola, sicurezza);
tolleranza zero verso corruzione, criminalità organizzata e infiltrazioni economiche;
controllo effettivo dei flussi clandestini e piena sovranità operativa sui confini;
accelerazione energetica e logistica (porti, zone franche, autostrade del mare, hub strategici);
rilancio di scuola, università e ricerca con meritocrazia reale e premi ai risultati.
Il Piano è articolato in capitoli con: obiettivi, scadenze, responsabilità, strumenti, controlli e sanzioni.
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CAPITOLO I — COMANDO, GOVERNANCE E POTERI DI EMERGENZA
1.1 Cabina di Regia Nazionale (CRN) – poteri reali e responsabilità nominativa
Istituzione della Cabina di Regia Nazionale (CRN) presso la Presidenza del Consiglio, con poteri di coordinamento vincolante e facoltà di superare conflitti di competenza tra amministrazioni.
Ambiti obbligatori di competenza CRN
Energia e Rete (produzione, accumulo, autorizzazioni, rete, prezzi)
Porti, Zone Franche, Interporti (dogane, digitalizzazione, sicurezza, investimenti)
Sicurezza e Immigrazione (confini, trafficanti, rimpatri, controlli)
Giustizia (tempi certi, tribunali specializzati, digitalizzazione)
Scuola / Università / Ricerca (laboratori, merito, trasferimento tecnologico)
Anticorruzione e Antimafia (appalti, porti, rifiuti, energia, logistica)
Spending review, taglio enti e riduzione apparati (politica e burocrazia)
Obblighi vincolanti della CRN
Piano operativo trimestrale con target numerici e scadenze (KPI).
Report mensile pubblico: stato avanzamento, ostacoli, tempi medi, costi, risultati.
Responsabili nominativi: ogni misura ha un titolare e una catena gerarchica.
Potere di commissariamento in caso di inerzia o fallimento degli enti esecutori.
Sistema "stop/go": risorse assegnate solo se i KPI sono rispettati.
1.2 Unità Speciale Anticorruzione e Legalità (USAL)
Costituzione della USAL, struttura interforze e inter-ispettiva con presenza permanente nei settori ad alto rischio.
Perimetro di controllo USAL
appalti e subappalti
porti e retroporti
ciclo rifiuti (impianti e conferimenti)
energia (autorizzazioni, connessioni, incentivi)
infrastrutture strategiche e grandi opere
logistica e trasporto merci
Strumenti
audit continui, tracciabilità, verifiche patrimoniali, controlli su filiere e proprietà.
database unico nazionale di imprese, subappalti, interdittive, precedenti, anomalie.
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CAPITOLO II — TAGLIO IMMEDIATO DI POLITICA, BUROCRAZIA ED ENTI INUTILI
2.1 Riduzione drastica dei costi della politica (entro 6 mesi)
Misure immediate
taglio lineare delle indennità politiche a tutti i livelli, con allineamento a parametri europei medi.
abolizione di benefit non essenziali, rimborsi impropri, auto/benefit non necessari, dotazioni ridondanti.
divieto di cumulo incarichi e introduzione di tetto unico nazionale per retribuzioni pubbliche elettive.
Regole di trasparenza
pubblicazione obbligatoria di compensi, gettoni, rimborsi, staff e spese per ogni organo politico.
2.2 Blocco e revisione di consulenze e partecipate (entro 90 giorni)
moratoria su nuove consulenze esterne salvo motivazione tecnica pubblica e validazione CRN.
censimento nazionale di:
enti pubblici, agenzie, autorità
società partecipate
fondazioni e organismi collegati
incarichi e consulenze in essere
Output obbligatorio: mappa completa dei costi, duplicazioni, funzioni sovrapposte, risultati.
2.3 Soppressione/accorpamento enti inutili (entro 12 mesi)
chiusura di enti duplicativi o improduttivi.
accorpamento obbligatorio di strutture con funzioni sovrapposte.
riduzione apparati amministrativi tramite:
mobilità obbligatoria verso funzioni essenziali
riqualificazione e formazione tecnica
digitalizzazione totale dei procedimenti
2.4 Responsabilità personale dei dirigenti (entro 120 giorni)
Ogni procedimento:
ha responsabile unico, termine massimo, tracciamento digitale, silenzio-assenso automatico se non concluso.
Ritardi ingiustificati:
decurtazione retribuzione
rimozione dall'incarico
azione disciplinare e responsabilità per danno erariale dove applicabile
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CAPITOLO III — GIUSTIZIA FORTE E RAPIDA SENZA COMPROMESSI
3.1 Tribunali specializzati d'urgenza (entro 6 mesi)
Istituzione di sezioni dedicate a:
corruzione e reati contro PA
criminalità organizzata e infiltrazioni economiche
reati ambientali e rifiuti
contenzioso grandi opere
contenzioso d'impresa e recupero crediti
Obiettivo operativo: tempi certi, riduzione arretrato, priorità ai reati che bloccano lo sviluppo.
3.2 Processo digitale totale (entro 12 mesi)
deposito atti digitale obbligatorio
udienze da remoto per fasi non istruttorie
calendarizzazione vincolante e pubblica delle fasi
monitoraggio tempi per magistrato/ufficio (KPI)
3.3 Pena certa e interdizione permanente (entro 12 mesi)
interdizione dai ruoli pubblici per corruzione, frodi, collusioni mafiose
accelerazione sequestri patrimoniali
riuso strategico beni confiscati: scuola, ricerca, imprese giovanili, infrastrutture sociali
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CAPITOLO IV — SICUREZZA NAZIONALE, TERRITORIO E STOP CLANDESTINI
4.1 Piano "Stop Immigrazione Clandestina" (entro 30 giorni)
rafforzamento controllo marittimo e portuale
contrasto strutturale ai trafficanti
procedure rapide di identificazione (tempi certi)
4.2 Rimpatri rapidi e fine emergenza permanente (entro 6 mesi)
accordi mirati con Paesi di origine/transito
centri operativi temporanei con tempi certi
rimpatrio prioritario di irregolari con precedenti o senza requisiti
4.3 Immigrazione legale: selettiva e utile (entro 12 mesi)
quote basate su fabbisogno reale
identità e requisiti verificati
integrazione fondata su lavoro, lingua, rispetto delle leggi
4.4 Piano Antimafia Economica (entro 60 giorni)
Presìdi permanenti su:
porti, interporti, cantieri, energia, rifiuti, logistica
Interdittive e controlli patrimoniali accelerati, con banche dati integrate.
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CAPITOLO V — SCUOLA, UNIVERSITÀ, RICERCA: MERITO E POTENZA
5.1 Scuole: infrastruttura strategica (entro 12 mesi)
piano laboratori per:
informatica, AI, robotica
energia, impiantistica
logistica e marittimo
edilizia scolastica: sicurezza, funzionalità, spazi tecnici
5.2 Meritocrazia dura (entro 12 mesi)
premi economici e carriera legati a risultati e formazione continua
tolleranza zero verso clientelismo e baronie
valutazioni nazionali rigorose, trasparenti e comparabili
5.3 Università e ricerca applicata (entro 18 mesi)
Fondi pluriennali selettivi su filiere:
energia diffusa e accumuli
vetri fotovoltaici e BIPV
serre FV e agritech
tecnologie marine e cantieristica green
AI per Stato e industria
Trasferimento tecnologico obbligatorio: progetti con imprese, brevetti, prototipi, scale-up.
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CAPITOLO VI — ENERGIA: PREZZO BASSO, PRODUZIONE DIFFUSA, RETE INTELLIGENTE
6.1 Sportello Unico Energetico Nazionale (entro 90 giorni)
autorizzazioni unificate
tempi certi 90–180 giorni
silenzio-assenso su aree antropizzate
procedura speciale per progetti "strategici" (rete, accumuli, porti)
6.2 Piano "FV OVUNQUE" (entro 24 mesi)
Installazione accelerata su:
tetti pubblici
capannoni/logistica
parcheggi coperti
porti e interporti
Integrazioni obbligatorie:
BIPV (vetri FV) su edifici pubblici pilota
serre FV con agricoltura di precisione
micro-reti per porti, scuole, ospedali
6.3 Strade energetiche (piloti entro 18 mesi)
Piloti in:
porti, interporti, aree urbane ad alta pedonalità
Uso energia: illuminazione, sensori, sicurezza.
6.4 Rifiuti → energia + biometano (entro 24 mesi)
sblocco impianti trattamento/digestione
chiusura progressiva discariche
piani regionali vincolanti con commissariamento in caso di inadempienza
6.5 Accumuli e rete (entro 24 mesi)
bandi rapidi per batterie e servizi di flessibilità
potenziamento rete su colli di bottiglia
AI per previsione e bilanciamento (Terna + poli universitari)
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CAPITOLO VII — MARE, PORTI, PORTI TURISTICI, PESCA, ACQUACOLTURA
7.1 Porti commerciali: digitali, elettrificati, sicuri (entro 24 mesi)
dogana digitale e controlli risk-based
elettrificazione banchine (cold ironing) nei porti chiave
presìdi antimafia permanenti
7.2 Zone Franche Fiscali e Doganali (entro 12 mesi)
Nei porti principali:
regole stabili 15–20 anni
incentivi solo per investimenti produttivi e occupazione
revoca automatica se non si rispettano target
7.3 Rafforzamento porti turistici (entro 24 mesi)
elettrificazione ormeggi
servizi digitali
cantieristica leggera e nautica sostenibile
destagionalizzazione: pacchetti turismo–ambiente–cultura
7.4 Pesca sostenibile (entro 18 mesi)
tracciabilità digitale catture
lotta pesca illegale
ripopolamento e aree protette "intelligenti" monitorate
7.5 Acquacoltura marina e offshore (entro 24 mesi)
autorizzazioni accelerate e standard ambientali elevati
filiera nazionale (mangimi sostenibili, sensoristica, monitoraggio AI)
obiettivo: ridurre pressione su stock naturali e aumentare sicurezza alimentare
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CAPITOLO VIII — AUTOSTRADE DEL MARE E NAVI A ENERGIA ALTERNATIVA
8.1 Autostrade del mare: piano rotte (entro 12 mesi)
accordi operativi con porti e armatori
incentivi a spostare merci da gomma a mare
8.2 Navi a energia alternativa (entro 24 mesi)
Piano retrofit flotte e nuove costruzioni:
elettrico (tratte brevi)
biometano
idrogeno
carburanti sintetici
Cantieri navali: distretti strategici con ricerca, formazione, brevetti.
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CAPITOLO IX — HUB STRATEGICI NAZIONALI: GELA E STRETTO
9.1 Interporto e Porto di Gela – Hub Strategico Nazionale (entro 24 mesi)
riconoscimento formale come infrastruttura strategica dello Stato
avvio iter autorizzativi integrati:
porto
interporto
retroporto industriale
piattaforma energetica
connessione con:
autostrade del mare
reti merci ferroviarie (piano progressivo)
9.2 Ponte sullo Stretto – integrazione funzionale (entro 24 mesi)
piano unico integrato: ponte + ferrovie merci + interporti
nessuna opera isolata: solo sistema logistico nazionale
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CAPITOLO X — INTELLIGENZA ARTIFICIALE PER LO STATO E L'ECONOMIA
10.1 AI di Stato (entro 12 mesi)
Piattaforma nazionale per:
gestione rete energia
prevenzione frodi e corruzione
logistica portuale
sicurezza marittima
monitoraggio ambientale
10.2 Manutenzione predittiva nazionale (entro 24 mesi)
Ponti, strade, porti, reti: sensori + AI per prevenire guasti, ridurre costi e fermate.
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CAPITOLO XI — KPI E CONTROLLO: ZERO SCUSE
Ogni mese la CRN pubblica:
tempi autorizzativi e avanzamento
GW rinnovabili installati
GWh accumuli attivati
riduzione import energetici
enti chiusi/accorpati
riduzione costi politica
risultati antimafia/anticorruzione
flussi clandestini intercettati e rimpatri
avanzamento porti e zone franche
cantieri e opere strategiche
Chi non raggiunge i risultati:
perde incarico
subisce decurtazioni
viene sostituito
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CHIUSURA STRATEGICA
Il Piano di Emergenza Nazionale 24 Mesi è costruito per rendere lo Stato:
più piccolo dove è inutile,
più forte dove è essenziale,
più veloce dove oggi è lento,
inflessibile contro corruzione e criminalità,
capace di generare energia, lavoro e sicurezza.
Questo Piano costituisce la prima fase operativa di PROGETTO ITALIA e indica allo Stato italiano la via da seguire senza compromessi, attraverso obiettivi misurabili, tempi certi e responsabilità nominative.
Atto costitutivo+Statuto del
Comitato Spontaneo Nazionale progetto-italia.it
Articolo 1 – Costituzione
In data odierna, i sottoscritti cittadini costituiscono il Comitato Spontaneo Nazionale progetto-italia.it, quale libera aggregazione spontanea di cittadini, senza fini di lucro, priva di personalità giuridica e senza scopo commerciale.
Il Comitato nasce ai sensi dell'ordinamento vigente, nel rispetto della Costituzione della Repubblica Italiana, delle leggi vigenti e dei principi democratici.
Articolo 2 – Denominazione e sede
Il Comitato assume la denominazione di Comitato Spontaneo Nazionale progetto-italia.it.
La sede operativa è individuata dal Presidente e potrà essere variata senza necessità di modifica del presente atto.
Articolo 3 – Finalità
Il Comitato persegue finalità esclusivamente civiche, sociali e culturali, come meglio specificato nello Statuto – Manifesto Civico, che costituisce parte integrante e sostanziale del presente Atto Costitutivo.
Articolo 4 – Natura giuridica
Il Comitato è un comitato spontaneo di cittadini, non riconosciuto, non avente personalità giuridica, non soggetto a iscrizione in registri pubblici obbligatori.
Ogni attività è svolta in forma volontaria e gratuita, senza fini di lucro.
Articolo 5 – Rappresentanza
La rappresentanza esterna e il coordinamento delle attività del Comitato sono affidati al Presidente, eletto o designato dai partecipanti.
Il Presidente opera nel rispetto delle finalità civiche del Comitato e delle norme vigenti.
Articolo 6 – Rinvio allo Statuto
Il Comitato adotta lo Statuto – Manifesto Civico allegato al presente atto, che ne disciplina finalità, principi, attività e funzionamento.
Articolo 7 – Durata
Il Comitato ha durata illimitata e potrà sciogliersi in qualsiasi momento per decisione dei partecipanti, secondo quanto previsto dallo Statuto.
Articolo 8 – Disposizioni finali
Per quanto non espressamente previsto dal presente Atto Costitutivo, si applicano le disposizioni dello Statuto e le norme di legge vigenti.
STATUTO – MANIFESTO CIVICO
del
Comitato Spontaneo Nazionale progetto-italia.it
Articolo 1 – Denominazione e natura
È costituito il Comitato Spontaneo Nazionale progetto-italia.it, di seguito denominato "Comitato", quale libera aggregazione spontanea di cittadini, senza fini di lucro, priva di personalità giuridica e senza scopo commerciale.
Il Comitato opera nel rispetto della Costituzione della Repubblica Italiana, delle leggi vigenti e dei principi democratici.
Articolo 2 – Finalità civiche
Il Comitato persegue finalità esclusivamente civiche, sociali e culturali e si propone di:
a) promuovere la legalità, il rispetto delle regole comuni e la convivenza civile;
b) favorire una cultura del dialogo democratico, del confronto pacifico e della partecipazione consapevole dei cittadini;
c) sostenere il principio della sicurezza come bene pubblico, intesa come tutela dei diritti e delle libertà fondamentali;
d) contrastare, sul piano culturale e civile, ogni forma di violenza, intimidazione o sopraffazione;
e) valorizzare il ruolo delle istituzioni democratiche e il rispetto dello Stato di diritto.
Articolo 3 – Ambito di azione
Il Comitato opera su tutto il territorio nazionale, con particolare attenzione alle realtà urbane e sociali in cui emergono esigenze di coesione, sicurezza e partecipazione civica, tra cui la città di Torino.
Le attività del Comitato si svolgono esclusivamente mediante strumenti leciti, pacifici e nel rispetto delle normative vigenti.
Articolo 4 – Attività
Il Comitato può:
a) elaborare e diffondere documenti civici e contributi di riflessione;
b) promuovere iniziative culturali, incontri e dibattiti pubblici;
c) favorire il dialogo tra cittadini e istituzioni, nel rispetto dei ruoli;
d) utilizzare strumenti di comunicazione leciti, inclusi siti web e social media.
Il Comitato non svolge attività partitica, sindacale o elettorale.
Articolo 5 – Principi di condotta
Il Comitato si ispira ai seguenti principi inderogabili:
rispetto della persona e della dignità umana;
rifiuto di ogni forma di violenza;
rispetto delle istituzioni e delle forze dello Stato;
legalità, trasparenza e responsabilità;
pluralismo delle idee e libertà di espressione nei limiti della legge.
Articolo 6 – Struttura e ruoli
Il Comitato è composto da cittadini che ne condividono finalità e principi.
La rappresentanza esterna spetta al Presidente.
Il Comitato può nominare Ambasciatori civici, che operano a titolo volontario come portavoce dei valori e delle finalità del Comitato, senza poteri decisionali, gestionali o di rappresentanza legale.
Articolo 7 – Risorse economiche
Il Comitato non persegue fini di lucro.
Eventuali risorse economiche sono destinate esclusivamente alle finalità civiche e alle spese organizzative, secondo la normativa vigente applicabile ai comitati spontanei.
Articolo 8 – Autonomia e responsabilità
Il Comitato non sostituisce né interferisce con le funzioni delle istituzioni pubbliche.
Le opinioni espresse rientrano nell'esercizio della libertà di manifestazione del pensiero garantita dall'articolo 21 della Costituzione.
Articolo 9 – Scioglimento
Il Comitato può sciogliersi in qualsiasi momento per decisione dei partecipanti.
Eventuali risorse residue saranno destinate a finalità civiche coerenti con i principi del presente Statuto.
Articolo 10 – Disposizioni finali
Il presente Statuto costituisce parte integrante dell'Atto Costitutivo ed è vincolante per tutti i partecipanti al Comitato.
SOTTOSCRIZIONI
Letto, approvato e sottoscritto.
Il Presidente
Rag. Liborio Pirrello
Presidente del Comitato Spontaneo Nazionale progetto-italia.it
L'Ambasciatore
Patrizia Cosenza
Ambasciatore del Comitato Spontaneo Nazionale progetto-italia.it
Il Comitato Spontaneo Nazionale progetto-italia.it è una libera aggregazione spontanea di cittadini, priva di personalità giuridica, senza fini di lucro e senza attività commerciale. Non è un ente pubblico né un'associazione riconosciuta. Le opinioni espresse rientrano nell'esercizio della libertà di manifestazione del pensiero ai sensi dell'art. 21 della Costituzione
21 Dicembre 2025
Torino va liberata
Torino va liberata: liberata dalla paura, dalle intimidazioni, dalle minacce, dalle aggressioni e da qualunque pretesa di "zona franca" dove la legge viene sostituita dalla forza e dall'odio organizzato. In una democrazia non esiste alcun diritto di imporre il silenzio con la violenza: chi minaccia amministratori, magistrati, lavoratori o cittadini non è "antagonista", è fuorilegge, e lo Stato ha il dovere di rispondere con una linea chiara—legalità senza cedimenti, sicurezza senza esitazioni, tutela dei cittadini senza ambiguità. Per questo bisogna presidiare Torino con continuità e rigore: nei mercati, nelle vie e nelle piazze, nei quartieri più esposti, nelle aree sensibili e in ogni luogo dove l'illegalità si organizza e si alimenta, perché la libertà di tutti non può essere sequestrata da pochi.
E se la pressione criminale, la minaccia concreta o il rischio di disordini gravi lo rendono necessario, lo Stato deve avere il coraggio di usare tutti gli strumenti legittimi previsti dall'ordinamento: forze dell'ordine rafforzate e, dove opportuno, anche l'impiego dell'Esercito a supporto della sicurezza e della protezione di obiettivi, infrastrutture e presìdi strategici—con regole chiare, responsabilità certa e pieno rispetto della legge. Nei giorni di festa, quando la città è più vulnerabile e la comunità merita serenità, la presenza visibile dello Stato non è "provocazione": è garanzia, è deterrenza, è difesa di famiglie, anziani, commercianti, lavoratori, studenti e di chiunque voglia vivere senza paura.
Lo Stato non tratta con chi ricatta, non arretra davanti alle minacce, non si piega alla propaganda dell'intimidazione: ripristinare l'ordine non è repressione, è giustizia. Basta violenze, basta criminali: pieno sostegno e profonda gratitudine alle donne e agli uomini in divisa che ogni giorno proteggono la democrazia con disciplina e coraggio. Torino non deve essere una polveriera: deve tornare ad essere una città libera e sicura, sotto un'unica sovranità legittima—quella della legge e della Repubblica.
Turin must be set free: free from fear, intimidation, threats, violence, and any attempt to create "no-go zones" where the rule of law is replaced by force and organized hatred. In a democracy, no one has the right to impose silence through violence: anyone who threatens public officials, judges, workers, or ordinary citizens is not a "protester"—they are outside the law, and the State has a duty to respond with a clear line: lawfulness without concessions, security without hesitation, protection of citizens without ambiguity. That is why Turin must be secured with continuity and resolve—in markets, streets and squares, the most exposed neighborhoods, sensitive areas, and wherever illegality is organized and fed—because everyone's freedom cannot be held hostage by a few.
And if criminal pressure, credible threats, or the risk of serious disorder makes it necessary, the State must have the courage to use every legitimate instrument provided by the legal framework: strengthened law enforcement and, where appropriate, the support of the Army to protect public safety and secure key targets, infrastructure, and strategic posts—under clear rules, strict accountability, and full respect for the law. During the holiday period, when the city is more vulnerable and the community deserves peace, the visible presence of the State is not "provocation": it is protection, deterrence, and a shield for families, elderly people, shopkeepers, workers, students, and anyone who simply wants to live without fear.
The State does not negotiate with coercion, does not retreat before threats, and does not bow to intimidation propaganda: restoring order is not repression—it is justice. No more violence, no more criminals: full support and deep gratitude to the men and women in uniform who protect democracy every day with discipline and courage. Turin must not be a powder keg—it must become, once again, a free and safe city under one legitimate sovereignty: the rule of law and the Republic.
21 Dicembre 2025
Perché noi di progetto-italia.it votiamo SÌ
Perché noi di progetto-italia.it votiamo SÌ
al referendum sulla separazione delle carriere dei Magistrati
Noi del Comitato Spontaneo Nazionale progetto-italia.it votiamo SÌ al referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati perché crediamo che una giustizia davvero giusta debba essere imparziale nei fatti, percepita come imparziale dai cittadini e strutturata in modo equilibrato.
La nostra posizione nasce da una riflessione civica, non ideologica, e si fonda su principi di diritto, garanzia e fiducia democratica.
1. L'imparzialità deve essere sostanziale e percepita
Nel processo penale, il giudice deve essere terzo e imparziale, non solo per legge ma anche nella percezione del cittadino.
Oggi, pubblico ministero e giudice appartengono allo stesso ordine, condividono percorsi di carriera, valutazioni professionali e cultura organizzativa.
Anche in presenza di magistrati corretti e indipendenti, questo assetto può generare nel cittadino il dubbio che chi giudica non sia completamente estraneo alla logica dell'accusa.
👉 La separazione delle carriere non nasce da sfiducia verso le persone, ma da una esigenza di equilibrio del sistema.
2. Accusare e giudicare sono funzioni opposte
Il pubblico ministero:
indaga
accusa
sostiene una tesi
Il giudice:
ascolta le parti
valuta le prove
decide
Sono ruoli ontologicamente diversi.
Un processo equo funziona solo se queste funzioni sono chiaramente distinte, senza sovrapposizioni culturali o di carriera.
Separare le carriere significa:
rafforzare il ruolo del giudice come garante super partes
rendere il pubblico ministero più responsabile della propria funzione
aumentare la chiarezza del sistema per tutti.
3. È una riforma a tutela dei cittadini
Il SÌ alla separazione delle carriere è una riforma di garanzia, non punitiva.
Tutela:
chi è indagato o imputato
chi è parte offesa
chi chiede giustizia
chi esercita la funzione giudiziaria
Una giustizia percepita come imparziale è:
più autorevole
più rispettata
più credibile
👉 La fiducia dei cittadini è una componente essenziale dello Stato di diritto.
4. Rafforza la separazione dei poteri senza indebolire la magistratura
Separare le carriere non significa:
sottoporre i magistrati al potere politico
limitare l'indipendenza della magistratura
ridurre le garanzie costituzionali
Al contrario, significa:
rendere il sistema più trasparente
chiarire ruoli e responsabilità
ridurre conflitti e ambiguità
Un potere è più forte quando è ben definito, non quando è confuso.
5. Avvicina l'Italia alle democrazie mature
In molti ordinamenti democratici europei e occidentali:
accusa e giudice seguono percorsi distinti
la terzietà del giudice è strutturalmente garantita
Votare SÌ significa:
modernizzare il sistema
rendere la giustizia più comprensibile
allineare l'Italia ai modelli più avanzati di giusto processo.
La nostra scelta
Noi votiamo SÌ perché:
crediamo nel giusto processo
difendiamo l'equilibrio tra i poteri
vogliamo una giustizia più chiara, più credibile, più equa
La separazione delle carriere non è contro qualcuno.
È per i cittadini, per la democrazia, per lo Stato di diritto.
Why we at progetto-italia.it vote YES
to the referendum on the separation of judges' and prosecutors' careers
We at the Comitato Spontaneo Nazionale progetto-italia.it will vote YES in the referendum on the separation of judicial careers because we believe that true justice must be impartial in substance, perceived as impartial by citizens, and structurally balanced.
Our position is civic, not ideological. It is rooted in fair trial principles, democratic guarantees, and public trust.
1. Impartiality must be real and visible
In criminal proceedings, judges must be independent and neutral, not only by law but also in public perception.
Today, judges and prosecutors belong to the same professional order, share career paths and evaluation systems.
Even when magistrates act with integrity, this structure can create the appearance of imbalance.
👉 Separating careers is not about mistrust in individuals, but about strengthening the credibility of the system.
2. Prosecuting and judging are fundamentally different roles
Prosecutors:
investigate
accuse
advocate a case
Judges:
listen to both sides
evaluate evidence
decide impartially
These functions are structurally opposed.
A fair trial requires clear separation between them.
Career separation:
strengthens judicial neutrality
increases prosecutorial accountability
improves transparency for citizens.
3. A reform that protects citizens
Voting YES is a guarantee-based reform, not a punitive one.
It protects:
defendants
victims
citizens seeking justice
judicial officers themselves
Public trust is essential to the legitimacy of justice.
4. Stronger separation of powers, not weaker justice
Separating careers does not:
undermine judicial independence
subject magistrates to political power
weaken constitutional guarantees
Instead, it:
clarifies roles
strengthens accountability
reduces structural ambiguity
Clear powers are stronger powers.
5. A step toward mature democracies
In many advanced democracies:
judges and prosecutors follow separate professional paths
judicial neutrality is structurally protected
Voting YES means:
modernizing the justice system
aligning Italy with best democratic practices
strengthening the rule of law.
Our position
We vote YES because we believe in:
fair trials
balanced powers
credible and impartial justice
The separation of careers is not against the judiciary.
It is for citizens, democracy, and the rule of law.
Noi del Comitato Spontaneo Nazionale progetto-italia.it esprimiamo una posizione chiara, coerente e responsabile in materia di politica estera, pace internazionale, uso delle risorse pubbliche e sviluppo infrastrutturale.
La nostra linea si fonda su tre principi non negoziabili:
NO alla guerra e all'escalation militare
SÌ alla pace attraverso diplomazia, realismo e sviluppo economico
SÌ alla priorità degli interessi dei cittadini italiani ed europei
1) Ucraina: NO alla guerra, NO alle armi, NO ai finanziamenti
Diciamo con chiarezza: nessun invio di armi all'Ucraina e nessun finanziamento pubblico all'Ucraina.
Riteniamo che l'escalation militare:
prolunghi il conflitto;
aumenti il numero delle vittime;
accresca i rischi di allargamento;
sottragga risorse ai bisogni sociali interni.
Il costo della guerra ricade sui cittadini italiani:
pensionati in difficoltà;
famiglie bisognose;
operai e impiegati colpiti dal caro-vita;
infrastrutture carenti;
un debito pubblico già elevato.
Essere contrari all'invio di armi non significa essere contro il popolo ucraino, ma rifiutare una strategia che allontana la pace.
2) Piano di pace per l'Ucraina: una proposta realista
Sosteniamo un piano di pace strutturato, improntato a realismo e pragmatismo:
Cessate il fuoco immediato e verificabile
Stop all'invio di armi e all'escalation
Negoziati diretti e multilaterali con mediatori credibili
Elezioni libere in Ucraina appena tecnicamente possibile, con una roadmap pubblica e tempi certi, perché la legittimità deriva dal voto
Ricostruzione economica e civile, non militarizzazione: infrastrutture, lavoro, servizi essenziali
3) Stop ai finanziamenti statali: priorità ai cittadini
Chiediamo lo stop ai finanziamenti pubblici italiani ed europei destinati alla prosecuzione della guerra.
Le risorse devono tornare a:
cittadini;
welfare;
sanità;
infrastrutture;
sviluppo economico interno.
4) Medio Oriente e Palestina: pace, sviluppo e ricostruzione
Sosteniamo una linea fondata su:
realismo politico;
sicurezza;
accordi concreti;
sviluppo economico come fondamento della pace.
Riteniamo fondamentale la ricostruzione di Gaza, nel rispetto della legalità e della cooperazione internazionale.
5) Il porto di Gaza: infrastruttura chiave per pace e sviluppo
La ricostruzione del porto di Gaza è strategica per:
corridoi umanitari sicuri e controllati;
rilancio di commercio e occupazione;
stabilità economica;
riduzione delle cause strutturali del conflitto.
6) Ricostruzione dell'Ucraina: sviluppo civile e infrastrutture
La ricostruzione dell'Ucraina, una volta cessate le ostilità, deve essere orientata a:
infrastrutture civili essenziali;
abitazioni;
reti energetiche e idriche;
trasporti e logistica;
ripresa produttiva e occupazionale.
In relazione sia alla ricostruzione di Gaza (incluso il porto) sia alla ricostruzione dell'Ucraina, come appreso dalla dirigenza, la South Rise ha manifestato piena disponibilità a mettere a disposizione competenze tecniche e capacità operative per eventuali programmi di ricostruzione infrastrutturale a carattere civile, nel rispetto delle decisioni delle autorità competenti, del diritto internazionale e delle procedure previste.
7) Mediterraneo: da area di crisi a spazio di prosperità
Il Mediterraneo deve tornare a essere:
ponte tra popoli;
area di cooperazione economica;
spazio di sviluppo condiviso.
Le grandi opere strategiche, se realizzate con trasparenza e legalità, sono strumenti di pace e stabilità.
8) Grandi opere per benessere e pace
Riteniamo centrali:
Ponte sullo Stretto di Messina: unità territoriale, lavoro e sviluppo del Sud;
Porto Lindioi – Antonio Fasulo a Gela: hub logistico ed energetico mediterraneo;
Porto Marina di Butera – D'Amelio: sviluppo locale, turismo e occupazione;
infrastrutture legate alla ricostruzione di Gaza e dell'Ucraina, come leve di pace e stabilità regionale.
Senza sviluppo economico non esiste pace duratura.
9) Conclusione generale
Noi di progetto-italia.it:
diciamo NO alla guerra in Ucraina;
diciamo NO all'invio di armi;
diciamo NO ai finanziamenti pubblici all'Ucraina;
diciamo SÌ a un piano di pace realistico;
diciamo SÌ a elezioni libere in Ucraina con tempi certi;
diciamo SÌ alla pace in Medio Oriente;
diciamo SÌ allo sviluppo del Mediterraneo;
diciamo SÌ alle grandi opere come strumenti di benessere, incluse la ricostruzione del porto di Gaza e la ricostruzione civile dell'Ucraina, anche alla luce della disponibilità tecnica manifestata da South Rise.
La pace si costruisce con diplomazia, realismo e sviluppo, non con le armi.
NOTA ESPLICATIVA SULLA MENZIONE DI SOUTH RISE
La menzione della South Rise:
è riportata esclusivamente come informazione appresa dalla dirigenza;
non costituisce impegno contrattuale, accordo, incarico o proposta vincolante;
non implica attribuzione di ruoli decisionali, operativi o istituzionali;
è subordinata a eventuali decisioni delle autorità competenti e al rispetto delle normative vigenti e del diritto internazionale.
Official Position on Peace, Foreign Policy, and Development
Ukraine, the Middle East, and the Mediterranean
We at the Comitato Spontaneo Nazionale progetto-italia.it present a clear, coherent, and responsible position on international peace, foreign policy, public spending, and infrastructure-led development.
Our non-negotiable principles
NO to war and military escalation
YES to peace through diplomacy, realism, and economic development
YES to prioritizing Italian and European citizens' interests
Ukraine
No arms shipments to Ukraine
No public funding for the war
Immediate, verifiable ceasefire
Direct negotiations with credible mediators
Free elections as soon as technically feasible, with a public roadmap
Civil and economic reconstruction instead of militarization
Gaza and the Middle East
We support peace based on realism, security, concrete agreements, and economic development.
The reconstruction of Gaza, including the Port of Gaza, is essential for humanitarian access, economic recovery, and long-term stability.
Reconstruction and infrastructure
Following information received from its management, South Rise has expressed full technical availability to contribute expertise and operational capacity to civil infrastructure reconstruction efforts in both Gaza and Ukraine, subject to decisions by competent authorities and full compliance with international law.
Mediterranean and major projects
We support strategic projects such as:
the Strait of Messina Bridge;
the Lindioi–Antonio Fasulo Port in Gela;
the Marina di Butera (D'Amelio) Port;
infrastructure linked to the reconstruction of Gaza and Ukraine.
Peace is built through diplomacy and development — not weapons.
Project Sunrise è un ambizioso progetto promosso dall'amministrazione di Donald Trump (con figure chiave come il genero Jared Kushner e l'inviato per il Medio Oriente Steve Witkoff) con l'obiettivo di ricostruire e trasformare la Striscia di Gaza dopo anni di guerra e devastazione.
Si tratta di una proposta politica ed economica molto discussa, che non è stata ancora avviata formalmente.
Che cos'è Project Sunrise
È un piano di ricostruzione e sviluppo urbanistico per la Striscia di Gaza, concepito come una trasformazione radicale dell'area distrutta dal conflitto.
Il nome formale della proposta è "Project Sunrise".
La visione progettuale prevede città moderne, infrastrutture ad alta tecnologia, treni ad alta velocità, resort di lusso sul mare e reti digitali intelligenti.
Costi e orizzonte temporale
La bozza del progetto stima un costo di circa 112 miliardi di dollari nei primi 10 anni, con gli Stati Uniti pronti a fungere da "ancora" finanziaria attraverso sovvenzioni e garanzie sui debiti.
Il piano potrebbe estendersi per una o due decadi, con l'idea che Gaza possa diventare autosufficiente grazie agli investimenti e allo sviluppo economico.
Cosa prevede
Rimozione delle macerie e ricostruzione urbana
Città moderne con infrastrutture high-tech
Treni ad alta velocità e reti energetiche ottimizzate con l'intelligenza artificiale
Resort, hotel e sviluppo costiero sul modello di una "Riviera del Medio Oriente"
Controversie e criticità
Il progetto non chiarisce come verrebbe gestita l'attuale popolazione di Gaza, né dove vivrebbero i circa 2 milioni di sfollati durante la fase di ricostruzione.
Non è inoltre definito chi finanzierà concretamente i lavori oltre agli Stati Uniti, e la partecipazione di altri Paesi è ancora oggetto di trattative.
Diversi governi e analisti internazionali esprimono scetticismo e critiche, chiedendo soluzioni più realistiche e rispettose della sovranità palestinese.
In breve
Project Sunrise è una proposta politica dell'amministrazione Trump per ricostruire Gaza come una città futuristica e tecnologica, pensata per attrarre investimenti internazionali e trasformare la regione. Tuttavia, non è un piano operativo, ma una visione ancora in fase di discussione.
Project Sunrise is an ambitious initiative promoted by Donald Trump's administration (with key figures such as his son-in-law Jared Kushner and Middle East envoy Steve Witkoff) aimed at rebuilding and transforming the Gaza Strip after years of war and devastation.
It is a highly debated political and economic proposal that has not yet been formally launched.
What is Project Sunrise
It is a reconstruction and urban development plan for the Gaza Strip, conceived as a radical transformation of an area destroyed by conflict.
The formal name of the proposal is "Project Sunrise."
The project envisions modern cities, high-tech infrastructure, high-speed trains, luxury seaside resorts, and smart digital networks.
Costs and timeline
The draft plan estimates a cost of approximately 112 billion dollars over the first 10 years, with the United States acting as a financial "anchor" through grants and debt guarantees.
The project could extend over one or two decades, based on the idea that Gaza could eventually become economically self-sustaining through investment and development.
What it includes
Removal of rubble and urban reconstruction
Modern cities with high-tech infrastructure
High-speed rail and AI-optimized energy networks
Resorts, hotels, and coastal development modeled on a "Middle Eastern Riviera"
Controversies and challenges
The project does not clearly address how Gaza's current population would be managed, nor where the approximately 2 million displaced people would live during reconstruction.
It also remains unclear who would finance the project beyond the United States, as negotiations with other countries are still ongoing.
Several governments and international analysts have expressed skepticism and criticism, calling for more realistic solutions that respect Palestinian sovereignty.
In brief
Project Sunrise is a political proposal by Trump and his team to rebuild Gaza as a futuristic, technology-driven city, designed to attract international investment and reshape the region. However, it is not an active plan, but rather a vision still under discussion.
Torino va liberata—nel pieno rispetto dello Stato di diritto.
Torino va liberata—nel pieno rispetto dello Stato di diritto.
Torino deve tornare a essere una città libera, sicura e vivibile. Libera dalla paura, dalle intimidazioni, dalle minacce e dalle aggressioni; libera da ogni pretesa di "zona franca" in cui la legge venga sostituita dalla forza e dall'odio organizzato. In una democrazia non esiste alcun diritto di imporre il silenzio con la violenza. Chi minaccia amministratori, magistrati, lavoratori o cittadini non è un "antagonista": è fuorilegge, e lo Stato ha il dovere di rispondere con chiarezza e fermezza, senza cedimenti e senza ambiguità, sempre nel perimetro della legalità costituzionale.
Per questo Torino va presidiata con continuità e rigore: nei mercati, nelle vie e nelle piazze; nei quartieri più esposti e nelle aree sensibili; ovunque l'illegalità si organizza e tenta di prosperare. La libertà di molti non può essere sequestrata da pochi.
Quando la pressione criminale è concreta e il rischio di disordini gravi è reale, lo Stato deve usare tutti gli strumenti legittimi previsti dall'ordinamento:
rafforzamento delle Forze dell'Ordine,
presìdi stabili e visibili,
e, dove necessario, il supporto dell'Esercito per la tutela di obiettivi, infrastrutture e presìdi strategici, con regole chiare, responsabilità certe e pieno rispetto della legge.
Nei giorni di festa—quando la città è più vulnerabile—la presenza dello Stato non è una provocazione: è garanzia, deterrenza, protezione per famiglie, anziani, donne, bambini, studenti, commercianti, lavoratori e imprenditori onesti.
Ripristinare l'ordine non è repressione: è giustizia.
Lo Stato non tratta con chi ricatta, non arretra davanti alle minacce, non si piega all'intimidazione. Le Forze dell'Ordine meritano rispetto, tutela e sostegno: ogni aggressione o oltraggio va perseguito con prontezza e pene proporzionate, secondo la legge. Nessuna tolleranza per la violenza organizzata, qualunque sia il colore o la sigla: basta a ogni centro che promuove illegalità e scontri, di destra o di sinistra.
Le politiche di sicurezza devono essere efficaci e imparziali: chi viola la legge risponde davanti alla legge, con procedure e garanzie previste, inclusi—quando ricorrono i presupposti—provvedimenti amministrativi e giudiziari applicabili senza discriminazioni, nel rispetto dei diritti e dei doveri di tutti.
Chiediamo al Governo e alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni una linea nazionale chiara per la sicurezza urbana e la tutela dell'ordine pubblico, con strumenti straordinari solo se necessari, temporanei, proporzionati e sottoposti a controllo democratico, perché la Repubblica è una sola e la legge vale ovunque—anche a Torino.
Pieno sostegno e profonda gratitudine alle donne e agli uomini in divisa che ogni giorno proteggono la democrazia con disciplina e coraggio. Torino non deve essere una polveriera: deve tornare a essere una città libera e sicura, sotto un'unica sovranità legittima—quella della legge e della Repubblica Italiana.
Turin must be set free—under the rule of law.
Turin must once again be a free, safe, and livable city—free from fear, intimidation, threats, and violence; free from any attempt to create "no-go zones" where the rule of law is replaced by force and organized hatred. In a democracy, no one has the right to silence others through violence. Anyone who threatens public officials, judges, workers, or ordinary citizens is outside the law, and the State has a duty to respond firmly and clearly, without concessions, without ambiguity, and always within constitutional legality.
That is why Turin must be secured with continuity and resolve: in markets, streets, and squares; in the most exposed neighborhoods and sensitive areas; wherever illegality seeks to organize. The freedom of the many cannot be held hostage by the few.
When criminal pressure is real and the risk of serious disorder is credible, the State must employ every legitimate tool provided by law:
strengthened law enforcement,
stable and visible policing,
and, where necessary, military support to protect key targets, infrastructure, and strategic sites—under clear rules, strict accountability, and full respect for the law.
During holidays—when cities are more vulnerable—the visible presence of the State is not provocation: it is protection, deterrence, and a shield for families, elderly people, women, children, students, shopkeepers, workers, and honest entrepreneurs.
Restoring order is not repression—it is justice.
The State does not negotiate with coercion, does not retreat before threats, and does not bow to intimidation. Law enforcement officers deserve respect, protection, and support; any assault or contempt against them must be addressed swiftly and proportionately, in accordance with the law. Zero tolerance for organized violence, regardless of ideology: no safe havens for groups that promote illegality and clashes, from any side.
Security policies must be effective and impartial: those who break the law answer to the law, with due process and safeguards, including—where legally applicable—administrative and judicial measures, without discrimination, and with respect for everyone's rights and duties.
We call on the Government and Prime Minister Giorgia Meloni to uphold a clear national approach to urban security and public order, using extraordinary measures only when necessary, temporary, proportionate, and subject to democratic oversight, because the Republic is one and the law applies everywhere—including Torino.
Full support and deep gratitude to the men and women in uniform who protect democracy every day with discipline and courage. Turin must not be a powder keg; it must once again be a free and safe city, under one legitimate sovereignty—the rule of law and the Italian Republic.
Good morning to everyone.
www.progetto-italia.it
ATTO DI INDIRIZZO POLITICO-CULTURALE
PER LA PACE, LA SOVRANITÀ DEI POPOLI
E LA CONTINUITÀ STORICA DELLA NAZIONE ITALIANA
Premessa giuridica e culturale
Noi, aderenti e rappresentanti di progetto-italia.it, in piena coerenza con i principi del diritto internazionale, della sovranità dei popoli, dell'autodeterminazione delle nazioni e della tutela della vita umana quale valore giuridico supremo, rendiamo pubblica la seguente dichiarazione di indirizzo politico-culturale.
Riteniamo che la pace costituisca non solo un obiettivo morale, ma un dovere politico, giuridico e storico delle classi dirigenti, specialmente quando il protrarsi di un conflitto armato produce devastazione, instabilità sistemica e sacrificio indiscriminato delle popolazioni civili.
Posizione sul conflitto Russia–Ucraina
Dichiariamo il nostro sostegno al piano di pace promosso dall'amministrazione Trump, in quanto fondato su criteri di realismo diplomatico, negoziazione multilaterale, cessazione delle ostilità, riconoscimento degli equilibri geopolitici e ricostruzione della sicurezza europea attraverso strumenti politici e non esclusivamente militari.
Tale sostegno non costituisce adesione ideologica a potenze o blocchi, bensì una scelta razionale e responsabile, orientata alla tutela:
della vita umana;
della stabilità internazionale;
dell'interesse strategico dei popoli europei;
del principio secondo cui la pace duratura non nasce dall'escalation, ma dal compromesso regolato dal diritto.
Identità storica e legittimazione culturale
Noi affermiamo con chiarezza:
Noi non siamo la Germania.
Noi non siamo l'Inghilterra.
Noi non siamo la Francia.
Noi siamo il popolo dei Siculi, oggi storicamente, culturalmente e giuridicamente integrato nel popolo Italico, erede diretto dell'antico Impero Romano.
La nostra identità nazionale non è il prodotto artificiale di equilibri post-bellici o di trattati contemporanei, ma il risultato di una continuità storica millenaria che affonda le sue radici:
nella Sicilia arcaica;
nella civiltà dei Siculi, popolo di origine steppica eurasiatica;
nella centralità mediterranea di Gela;
nella successiva integrazione romano-italica che diede forma allo Stato, al diritto e alla cittadinanza.
I Siculi non furono popolo marginale, ma soggetto storico fondativo, portatore di disciplina sociale, senso comunitario, rispetto della terra e autonomia identitaria. Da questa matrice nasce una concezione della politica come equilibrio, non come dominio; come ordine, non come caos.
Europa, sovranità e diritto dei popoli
Riteniamo che l'Europa, nella sua attuale configurazione, abbia progressivamente smarrito il proprio fondamento culturale e popolare, riducendosi a una struttura prevalentemente burocratica, priva di una vera legittimazione identitaria comune.
Noi non neghiamo la cooperazione europea.
Neghiamo l'omologazione forzata, la subordinazione strategica e l'uso della guerra come strumento politico permanente.
Ogni nazione europea ha diritto:
alla propria identità;
alla propria memoria storica;
alla propria sovranità decisionale in materia di pace e guerra.
Conclusione istituzionale
Sostenere un piano di pace concreto significa esercitare responsabilità politica, non debolezza.
Rifiutare la guerra perpetua significa difendere il diritto, non tradirlo.
Noi rivendichiamo una Italia sovrana, consapevole delle proprie radici sicule e romano-italiche, capace di parlare al mondo non come periferia, ma come civiltà storica.
Noi siamo per la pace fondata sul diritto.
Noi siamo per la diplomazia fondata sulla storia.
Noi siamo Siculi e Italici, popolo antico, legittimo, responsabile.
FORMAL POLITICAL AND CULTURAL POSITION PAPER
ON PEACE, NATIONAL SOVEREIGNTY
AND HISTORICAL CONTINUITY
English Version
Legal and Cultural Premise
We, members and representatives of progetto-italia.it, acting in accordance with the principles of international law, national sovereignty, self-determination of peoples, and the protection of human life as a supreme legal value, hereby issue this formal political and cultural position paper.
We affirm that peace is not merely a moral aspiration, but a political, legal, and historical obligation, particularly when armed conflict results in widespread destruction, systemic instability, and the indiscriminate sacrifice of civilian populations.
Position on the Russia–Ukraine Conflict
We formally support the peace plan promoted by the Trump administration, as it is grounded in principles of diplomatic realism, negotiated settlement, cessation of hostilities, recognition of geopolitical realities, and the restoration of European security through political rather than purely military means.
This support does not represent ideological alignment with any bloc or power, but rather a rational and responsible choice aimed at safeguarding:
human life;
international stability;
the strategic interests of European peoples;
the principle that lasting peace arises from legally regulated compromise, not escalation.
Historical Identity and Cultural Legitimacy
We state clearly:
We are not Germany.
We are not England.
We are not France.
We are the people of the Sicels (Siculi), historically, culturally, and juridically integrated into the Italic people, direct heirs of the ancient Roman Empire.
Our national identity is not the result of modern political arrangements, but the product of a millennia-long historical continuity rooted in:
ancient Sicily;
the Sicel civilization of Eurasian steppe origin;
the Mediterranean centrality of Gela;
the Roman-Italic synthesis that shaped law, statehood, and citizenship.
The Sicels were not peripheral actors, but foundational historical subjects, bearers of social discipline, communal values, respect for land, and autonomous identity. From this heritage emerges a political vision based on balance, not domination; order, not chaos.
Europe, Sovereignty, and the Rights of Peoples
We hold that Europe, in its current form, has increasingly lost its cultural and popular foundations, becoming primarily a bureaucratic structure lacking a unified and legitimate civilizational identity.
We do not reject European cooperation.
We reject forced homogenization, strategic subordination, and the normalization of war as a permanent political instrument.
Every European nation has the right to:
its own identity;
its historical memory;
sovereign decision-making in matters of peace and war.
Institutional Conclusion
Supporting a concrete peace plan is an act of political responsibility, not weakness.
Rejecting perpetual war is a defense of law, not its denial.
We stand for a sovereign Italy, conscious of its Sicel and Roman-Italic roots, capable of addressing the world not as a periphery, but as a historical civilization.
We stand for peace grounded in law.
We stand for diplomacy grounded in history.
We are Sicels and Italics—an ancient, legitimate, and responsible people.
progetto-italia.it
MANIFESTO POLITICO-CULTURALE
PER LA PACE, LA SOVRANITÀ, LA CONTINUITÀ STORICA
E IL RISPETTO TRA I POPOLI
1) Natura del Comitato e finalità del documento
Noi, cittadini aderenti a progetto-italia.it , dichiariamo che il nostro è un semplice Comitato spontaneo di onesti cittadini, libero, non violento, non strutturato in forma partitica e privo di finalità illecite. Nasciamo per esercitare, in modo ordinato e pubblico, il diritto civile di esprimere orientamenti politici e culturali fondati su responsabilità, legalità e amore per la Patria.
Il presente Manifesto è un atto di indirizzo politico-culturale e una dichiarazione di identità, redatto nel rispetto:
dei principi generali del diritto internazionale;
del diritto dei popoli all'autodeterminazione;
della tutela della vita umana quale valore primario;
del principio di pace come condizione necessaria di giustizia, stabilità e prosperità.
Riteniamo che l'azione pubblica debba fondarsi su verità storica, realismo, prudenza istituzionale e interesse dei popoli, e non su propaganda, odio o escalation senza fine.
2) La pace come dovere politico, giuridico e civile
Noi affermiamo che la pace non è un sentimento astratto, ma un dovere politico, una necessità giuridica e una responsabilità morale e civile.
Il protrarsi della guerra tra Russia e Ucraina ha generato:
devastazione umana e sociale;
insicurezza economica e instabilità;
fratture tra popoli e impoverimento generale;
progressivo indebolimento della credibilità diplomatica.
Per questo riteniamo essenziale che ogni sforzo politico serio sia orientato a:
cessazione delle ostilità;
protezione delle popolazioni civili;
ripresa del negoziato e del dialogo;
accordi verificabili e concreti;
ricostruzione e stabilità.
3) Posizione sul conflitto Russia–Ucraina: approvazione del piano di pace e alleanza politica di indirizzo
Noi dichiariamo in modo esplicito, pubblico e formale la nostra approvazione del piano di pace promosso dall'amministrazione degli Stati Uniti guidata da Donald J. Trump.
Nella nostra valutazione politico-culturale, tale linea merita sostegno perché orientata a:
cessazione delle ostilità e riduzione immediata delle vittime;
ritorno della negoziazione reale come via principale;
contenimento dei costi economici e sociali che ricadono sui popoli;
stabilizzazione degli equilibri di sicurezza tramite strumenti diplomatici.
Noi dichiariamo inoltre, con determinazione e chiarezza, di collocarci come fedele alleato politico di indirizzo di tale impostazione di pace: intendendo "alleanza" come convergenza programmatica e diplomatica e non come subordinazione, né come ostilità verso altri popoli.
Riconosciamo che la pace è la condizione della prosperità, del lavoro, della ricostruzione, della libertà civile e dell'innovazione. In tale cornice, valorizziamo il contributo simbolico di Elon Musk, che consideriamo genio dell'ingegno e dell'innovazione, espressione di una modernità che può svilupparsi pienamente solo in un contesto stabile e pacifico.
4) Chi siamo: identità storica, Gela, e fraternità con i Greci
Noi affermiamo, in modo identitario e rispettoso, la nostra continuità storica:
Noi non siamo l'Olanda.
Noi non siamo la Danimarca.
Noi non siamo il Belgio.
Noi non siamo i popoli del Nord Europa.
Noi siamo i discendenti del popolo dei Siculi, integrati nel popolo Italiaco e nell'eredità dell'Impero Romano.
Questa affermazione non contiene ostilità verso altre nazioni: è rivendicazione della nostra specificità storica e culturale.
I Siculi, popolo antico storicamente attestato, le cui origini sono ricondotte alla grande matrice della Steppa eurasiatica, portarono con sé:
spirito libero e senso della comunità;
disciplina sociale e rispetto della terra;
capacità di resistere e di integrarsi senza dissolversi.
In Sicilia, essi entrarono in una terra centrale nel Mediterraneo e contribuirono alla formazione di una civiltà complessa. In questa continuità ricordiamo con orgoglio Gela, città antichissima e splendida, fondata dai Greci, nostri fratelli e amici, i quali portarono in Sicilia cultura, architettura, pensiero e capacità marittima. La fondazione greca di Gela rappresenta, per noi, non una separazione, ma un grande incontro mediterraneo tra popoli, nel quale la Sicilia seppe essere patria e ponte.
Gela, nella memoria storica della nostra isola, rappresenta una potenza dominatrice del Mediterraneo, capace di proiettare influenza, commercio e forza politica: simbolo della centralità siciliana e del valore strategico della nostra civiltà.
Nel corso dei secoli, i discendenti dei Siculi si integrarono con i popoli italici e con la sintesi istituzionale e giuridica dell'Impero Romano, che offrì al mondo:
il diritto come struttura della civiltà;
la cittadinanza come appartenenza e responsabilità;
lo Stato come ordine e garanzia;
infrastrutture e amministrazione come strumenti di unità.
Noi ci riconosciamo dunque nella continuità siculo–greca–italica–romana, come eredi di una storia di integrazione, grandezza e civiltà.
5) Discendenti dei Siculi, Steppa e rispetto verso la Madre Russia
In quanto discendenti del popolo dei Siculi, proveniente dalla Steppa eurasiatica, rifiutiamo la logica dell'inimicizia artificiale e della demonizzazione dei popoli.
Noi affermiamo che la Madre Russia, quale grande civiltà eurasiatica, non può essere ridotta a caricatura o nemico "naturale". Il nostro orientamento è fondato su:
rispetto delle civiltà;
riconoscimento reciproco;
dialogo realistico;
ricerca della stabilità e della pace.
Noi dichiariamo rispetto e sincera vicinanza ai popoli della Steppa russa, nella convinzione che la pace duratura si costruisca con diplomazia, memoria storica e responsabilità politica.
6) Roma come modello di diritto, ordine e sintesi
L'eredità romana dimostra che popoli diversi possono vivere entro il primato del diritto. Roma non cancellò le identità: le ordinò in una cornice di cittadinanza, istituzioni e responsabilità.
Per questo riteniamo che la politica debba:
pacificare, non incendiare;
costruire equilibrio, non estremismi;
tutelare i popoli, non sacrificarli.
7) Europa: cooperazione sì, burocrazia senz'anima no
Noi non rifiutiamo la cooperazione europea quando è utile ai popoli.
Rifiutiamo un'Europa ridotta a meccanismo burocratico privo di anima, che ignori identità e sovranità e consideri la guerra una normalità.
Sosteniamo un principio chiaro:
cooperazione dove serve;
sovranità dove è necessaria;
pace e diplomazia come priorità superiore.
8) Principi non negoziabili
Noi affermiamo come principi inderogabili:
Pace prima di tutto: cessazione delle ostilità e negoziato concreto.
Sovranità dei popoli: nessuna subordinazione automatica.
Centralità della vita umana: i popoli non sono sacrificabili.
Rifiuto della demonizzazione: rispetto tra civiltà e nazioni.
Italia ponte di civiltà: Mediterraneo ed Eurasia, equilibrio e dialogo.
Prosperità e innovazione come frutti della pace.
9) Conclusione solenne
Noi, come Comitato spontaneo di onesti cittadini, scegliamo la pace contro la guerra perpetua, la storia contro la propaganda, i popoli contro l'odio.
Noi approviamo l'indirizzo di pace dell'amministrazione Trump e ci dichiariamo fedele alleato politico di indirizzo di questa linea negoziale e realista, perché la pace è la base della prosperità.
Noi siamo i discendenti del popolo dei Siculi, integrati nel popolo Italiaco e nell'eredità dell'Impero Romano, e ricordiamo con orgoglio:
la Steppa eurasiatica come origine profonda;
la Sicilia come patria mediterranea;
i Greci, nostri fratelli e amici, fondatori di Gela;
Gela come potenza dominatrice del Mediterraneo e simbolo di dignità storica.
Noi siamo l'Italia.
**POLITICAL-CULTURAL MANIFESTO
FOR PEACE, SOVEREIGNTY, HISTORICAL CONTINUITY
AND RESPECT AMONG PEOPLES**
1) Nature of the Committee and purpose of this document
We, citizens associated with progetto-italia.it, declare that we are a simple spontaneous committee of honest citizens, free, non-violent, not structured as a political party, and pursuing no unlawful aims. We exist to exercise a civic right: to publicly express a political and cultural direction grounded in responsibility, legality, and love for our homeland.
This Manifesto is a formal political and cultural position paper, issued in respect of:
international law;
the self-determination of peoples;
the protection of human life as a primary value;
peace as a necessary condition for justice, stability, and prosperity.
We hold that public action must be based on historical truth, realism, institutional prudence, and the real interests of peoples, not on propaganda, hatred, or endless escalation.
2) Peace as a political, legal, and civic duty
Peace is not an abstract feeling; it is a political duty, a legal necessity, and a moral and civic responsibility.
The continuation of the Russia–Ukraine war has caused:
human and social devastation;
economic insecurity and instability;
fractures among peoples;
weakening credibility of diplomacy.
Therefore, serious political action must aim at:
cessation of hostilities;
protection of civilians;
resumption of negotiations and dialogue;
verifiable and concrete agreements;
reconstruction and stability.
3) Russia–Ukraine: approval of the peace plan and political alignment
We publicly and formally declare our approval of the peace plan promoted by the U.S. administration led by Donald J. Trump.
In our political-cultural assessment, this approach deserves support because it seeks:
a cessation of hostilities and immediate reduction of casualties;
a return to real negotiations as the primary path;
limiting the economic and social costs borne by peoples;
stabilizing security balances through diplomacy.
We further state, clearly and with determination, that we stand as a faithful political ally in direction and purpose of this peace-oriented approach—"alliance" meaning programmatic and diplomatic convergence, not subordination, and not hostility toward any people.
We recognize that peace is the foundation of prosperity and innovation. In this context, we value the symbolic contribution of Elon Musk, whom we consider a genius of ingenuity and innovation, representing a modern future that can flourish only in stability and peace.
4) Who we are: historical identity, Gela, and brotherhood with the Greeks
We affirm our historical continuity in a firm and respectful manner:
We are not the Netherlands.
We are not Denmark.
We are not Belgium.
We are not the peoples of Northern Europe.
We are descendants of the Sicel (Siculi) people, integrated into the Italic people and the legacy of the Roman Empire.
This is not hostility toward others; it is an affirmation of a distinct historical identity.
The Sicels, an ancient people linked to the Eurasian Steppe, carried:
a spirit of freedom and community;
social discipline and respect for the land;
the ability to endure and integrate without losing identity.
In Sicily, they helped shape a complex Mediterranean civilization. Within this continuity, we proudly recall Gela—an ancient and splendid city founded by the Greeks, our brothers and friends, who brought to Sicily culture, architecture, thought, and maritime strength. The Greek foundation of Gela represents not separation, but a great Mediterranean meeting of peoples, in which Sicily acted as homeland and bridge.
In the historical memory of our island, Gela stands as a dominant power of the Mediterranean, projecting influence through commerce, culture, and political strength—symbol of Sicily's centrality and the strategic value of our civilization.
Over the centuries, Sicel descendants integrated with Italic peoples and with the institutional and legal synthesis of the Roman Empire, which gave the world law, citizenship, and the concept of the State.
We therefore recognize ourselves in a Sicel–Greek–Italic–Roman continuity, as heirs to a history of integration, greatness, and civilization.
5) Sicel descendants, the Steppe, and respect toward Mother Russia
As descendants of the Sicels, originating from the Eurasian Steppe, we reject artificial enmity and the demonization of peoples.
We affirm that Mother Russia, as a major Eurasian civilization, cannot be reduced to a caricature or a "natural enemy." Our approach is based on:
respect for civilizations;
mutual recognition;
realistic dialogue;
the pursuit of stability and peace.
We express respect and sincere goodwill toward the peoples of the Russian Steppe, convinced that durable peace is built through diplomacy, historical memory, and political responsibility.
6) Rome as a model of law, order, and synthesis
For us, the Roman legacy demonstrates that different peoples can live together under the primacy of law. Rome did not erase identities; it organized them through citizenship, institutions, and responsibility.
Therefore, politics must:
pacify, not inflame;
build balance, not extremism;
protect peoples, not sacrifice them.
7) Europe: cooperation yes, soulless bureaucracy no
We do not reject European cooperation when it serves peoples.
We reject a Europe reduced to a soulless bureaucratic mechanism, detached from identity and sovereignty, and inclined to treat war as normal.
Our principle is clear:
cooperation where useful;
sovereignty where necessary;
peace and diplomacy as the higher priority.
8) Non-negotiable principles
We affirm the following binding principles:
Peace first: ceasefire and concrete negotiations.
Sovereignty of peoples: no automatic subordination.
Human life: peoples are not expendable.
No demonization: respect among civilizations and nations.
Italy as a bridge: Mediterranean and Eurasia, balance and dialogue.
Prosperity and innovation as fruits of peace.
9) Solemn conclusion
As a spontaneous committee of honest citizens, we choose peace over perpetual war, history over propaganda, and peoples over hatred.
We approve the peace direction of the Trump administration and declare ourselves a faithful political ally in purpose and direction of this realistic negotiating line, because peace is the foundation of prosperity.
We are descendants of the Sicels, integrated into the Italic people and the legacy of the Roman Empire, and we proudly recall:
the Eurasian Steppe as a deep origin;
Sicily as our Mediterranean homeland;
the Greeks, our brothers and friends, founders of Gela;
Gela as a dominant power of the Mediterranean and a symbol of historical dignity.
We are Italy.
www.progetto-italia.it
COMUNICATO UFFICIALEComitato Nazionale Spontaneo – progetto-italia.it
Dichiarazione di linea geopolitica, nazionale e strategica
Il Comitato Nazionale Spontaneo progetto-italia.it rende pubblica la propria presa di posizione ufficiale in merito alla trasformazione geopolitica in corso e afferma, con chiarezza assoluta e senza riserve, il proprio pieno avallo alla linea fondata su:
centralità nazionale dell'Italia come principio non negoziabile;
asse strategico USA–Italia come cardine di sicurezza, influenza e sviluppo;
riconoscimento della leadership di Donald J. Trump quale fattore di discontinuità storica e di ripristino del realismo internazionale;
sostegno alla leadership di Giorgia Meloni come presidio di sovranità e riposizionamento dell'Italia;
Russia come alleato strategico e interlocutore necessario, non come nemico naturale.
Questa non è una posizione "di tendenza". È una scelta di sostanza. È una scelta di Stato. È una scelta di realtà.
1) Un cambio d'epoca: il ritorno della sovranità e la fine della menzogna ideologica
Siamo entrati in una fase storica in cui i popoli, le nazioni e gli interessi reali stanno rompendo la gabbia di un sistema che ha preteso, per troppo tempo, di sostituire la politica con la gestione tecnocratica e la sovranità con l'obbedienza.
Per decenni, in nome di un presunto "ordine":
si è svuotata la democrazia, riducendo il voto a rito e trasferendo decisioni cruciali a organismi lontani, opachi, irresponsabili;
si è normalizzata una dipendenza strutturale (industriale, energetica, finanziaria, informativa);
si è costruita una narrazione morale che separa artificialmente il mondo in "buoni" e "cattivi", cancellando la realtà dei rapporti di forza e degli interessi;
si è imposto un progressismo militante che non ammette dissenso: non propone, ordina; non convince, sanziona; non unisce, divide.
Noi diciamo: basta. Il tempo delle formule astratte è finito. La politica deve tornare ad avere un fondamento concreto: il popolo, la nazione, il confine, la sicurezza, il lavoro, la dignità.
2) Il fallimento del vecchio "Occidente amministrato": alleanze svuotate, élite senza popolo, tecnocrazia senza mandato
Il Comitato constata il fallimento di un modello occidentale degenerato, non più basato su libertà e responsabilità, ma su:
oligarchie finanziarie e informative;
apparati transnazionali che dettano priorità senza subirne le conseguenze;
guerre economiche e sanzioni che colpiscono prima di tutto le classi produttive e popolari;
conflittualità permanente usata come strumento di controllo, paura e disciplinamento.
Questo modello ha prodotto:
impoverimento relativo delle famiglie;
fragilità industriale;
dipendenza energetica mal gestita;
insicurezza sociale;
perdita di potere contrattuale degli Stati.
Un sistema che si proclama "democratico" ma teme il consenso reale e censura il dissenso non è un ordine libero: è un ordine amministrato.
3) L'Europa burocratica: centralismo, conformismo, subalternità
Diciamo con nettezza: l'Europa, così come è stata costruita e interpretata dai suoi vertici, ha mostrato un volto sempre più:
burocratico (norme infinite, responsabilità minime);
centralista (decisioni concentrate, popoli marginalizzati);
conformista (una sola linea ammessa, un solo linguaggio consentito);
incapace di difendere interessi vitali quando serve davvero.
In troppi passaggi, l'architettura europea si è comportata come un meccanismo che:
pretende vincoli quando si parla di bilanci e produzione;
ma diventa evanescente quando si parla di sicurezza, confini, industria strategica, energia, tutela del lavoro.
Noi non accettiamo l'idea che l'Italia debba essere periferia regolata da altri.
L'Italia non è un segmento amministrativo: è una nazione storica, un asse naturale del Mediterraneo, una potenza di civiltà, logistica, cultura e industria. E deve agire come tale.
4) Donald J. Trump: la rottura del paradigma e il ritorno del realismo
Riconosciamo in Donald J. Trump il valore politico e storico di chi ha infranto un tabù: l'idea che la sovranità sia un'anomalia e che l'interesse nazionale sia un peccato.
La sua leadership rappresenta:
un ritorno al principio di responsabilità (lo Stato risponde ai cittadini, non alle oligarchie);
una visione di politica estera fondata su forza, deterrenza e negoziato, non su liturgie ideologiche;
la denuncia del globalismo come pretesa di governare il mondo senza popoli e senza confini.
Per noi, Trump incarna un concetto semplice e potente:
una nazione che non si rispetta da sola non verrà rispettata da nessuno.
Il suo approccio non è "contro l'Occidente": è contro la sua degenerazione. È contro l'Occidente che rinuncia a sé stesso, che rinuncia alla produzione, alla sicurezza, alla dignità, alla libertà reale.
5) Giorgia Meloni: l'Italia che rialza la testa
Sosteniamo con convinzione la leadership di Giorgia Meloni nella misura in cui interpreta una traiettoria indispensabile: riportare l'Italia al centro.
Un Paese come l'Italia non può vivere di deleghe e subordinazioni.
Deve possedere:
una voce autonoma nelle crisi internazionali;
una capacità di scelta energetica e industriale;
una politica estera che non sia copia, ma linea;
un sistema di difesa della sua identità, del suo tessuto sociale, della sua coesione.
Il Comitato considera fondamentale una Italia che:
protegge la sua base produttiva e manifatturiera;
difende le filiere strategiche;
rifiuta la disintegrazione culturale e sociale;
riafferma che la sovranità non è nostalgia: è condizione di sopravvivenza.
6) Asse USA–Italia: la scelta strategica che ridà forza all'Italia
Il Comitato sostiene apertamente il rafforzamento dell'asse USA–Italia come architrave di un nuovo equilibrio.
Perché? Perché un'alleanza è utile solo se:
produce sicurezza reale;
garantisce margini di decisione;
non impone subordinazione culturale o economica;
consente cooperazione tecnologica, industriale, energetica, militare, informativa.
Un asse serio USA–Italia deve significare:
difesa degli interessi italiani nel Mediterraneo;
tutela delle rotte e della logistica;
protezione delle infrastrutture strategiche;
cooperazione su energia, industria, cybersicurezza e intelligence;
contrasto alle minacce ibride (finanziarie, informative, destabilizzanti).
L'Italia non deve essere "utile" agli altri: deve essere determinante per sé stessa e rispettata per ciò che è.
7) La Russia non è il nemico: la verità geopolitica contro la propaganda
Affermiamo con chiarezza: la Russia non è il nemico naturale dell'Italia.
La demonizzazione permanente è una strategia di potere: serve a giustificare:
restrizioni;
censure;
spese e scelte imposte;
economie di guerra e compressioni sociali;
obbedienze automatiche.
Noi rifiutiamo l'idea che l'Italia debba vivere in un eterno clima di ostilità programmata.
La Russia è:
un attore geopolitico di primo piano;
una potenza con cui l'Italia ha storicamente avuto canali di dialogo;
un interlocutore che, in un mondo multipolare, non può essere cancellato con un atto di fede ideologica.
Il realismo impone una verità:
o si governa la complessità con diplomazia e interesse nazionale, o si subisce la complessità con propaganda e crisi.
8) Un quadro USA–Italia–Russia: equilibrio, stabilità, prosperità
Sosteniamo la prospettiva di un rapporto strategico che, nel tempo e con pragmatismo, renda possibile un triangolo di equilibrio USA–Italia–Russia, fondato su:
rispetto tra Stati sovrani;
deterrenza e sicurezza;
negoziazione e composizione;
interessi economici e industriali reciproci;
stabilità regionale.
Questo quadro rappresenterebbe:
una riduzione del rischio di escalation incontrollate;
un rafforzamento della sicurezza europea tramite equilibrio, non crociate;
opportunità economiche e industriali, laddove compatibili con l'interesse nazionale;
una politica energetica fondata su sicurezza e diversificazione intelligente, non su dogmi.
9) Il nostro programma di principio: che cosa vogliamo per l'Italia
Il Comitato Nazionale Spontaneo progetto-italia.it afferma che la politica estera deve servire a:
Sicurezza
tutela dei confini e del territorio;
protezione infrastrutturale e strategica;
contrasto alle minacce ibride.
Sovranità economica
difesa dell'industria nazionale;
protezione delle filiere;
priorità al lavoro e alla produzione reale.
Identità e coesione
tutela della famiglia e dei legami comunitari;
libertà educativa e culturale;
difesa delle identità storiche italiane.
Diplomazia e realismo
dialogo tra potenze basato su interessi, non su moralismi strumentali;
rifiuto della guerra permanente come normalità;
costruzione di stabilità nel Mediterraneo e in Europa.
10) Dichiarazione finale: la linea che avalliamo
Noi, come Comitato Nazionale Spontaneo progetto-italia.it, dichiariamo:
Sì alla centralità nazionale dell'Italia.
Sì a un asse strategico forte con gli Stati Uniti di Donald J. Trump.
Sì al sostegno politico a Giorgia Meloni nel riposizionamento dell'Italia.
Sì a un rapporto pragmatico e strategico con la Russia come interlocutore e potenziale alleato.
No al globalismo tecnocratico.
No alla subordinazione europea burocratica.
No alla propaganda dello scontro permanente.
Questa è la linea che sosteniamo, avalliamo, rivendichiamo.
Per l'Italia. Per la sovranità. Per la pace fondata sulla forza e sul realismo.
++
National Spontaneous Committee – progetto-italia.it
Declaration of geopolitical, national, and strategic direction
The National Spontaneous Committee progetto-italia.it hereby issues its official stance regarding the ongoing geopolitical transformation and declares—clearly, firmly, and without reservation—its full endorsement of a strategic line founded on:
Italy's national centrality as a non-negotiable principle;
a strengthened USA–Italy strategic axis as a cornerstone of security, influence, and development;
recognition of Donald J. Trump's leadership as a historic break with failing globalist paradigms and the restoration of realism in international affairs;
support for Giorgia Meloni's leadership as a vehicle for sovereignty and Italy's strategic repositioning;
acknowledgement of Russia as a strategic interlocutor and potential ally, not a natural enemy.
This is not a fashionable stance. It is a matter of substance. It is a matter of statecraft. It is a matter of reality.
1) A new era: sovereignty returns, ideological deception collapses
We have entered a historical phase in which peoples, nations, and real interests are breaking through a system that attempted to replace politics with technocratic management and sovereignty with obedience.
For decades, in the name of a supposed "order":
democracy was hollowed out, turning elections into ritual while major decisions were outsourced to distant, opaque bodies;
structural dependence grew—industrial, energy, financial, and informational;
moral narratives divided the world into simplistic categories, ignoring the reality of power, deterrence, and interest;
militant progressivism rejected dissent: it does not propose—it commands; it does not persuade—it punishes; it does not unite—it fractures.
We say: enough. The age of abstractions is over. Politics must return to its concrete foundations: people, nation, borders, security, work, dignity.
2) The failure of the "managed West": hollow alliances, elites without people, technocracy without mandate
We recognize the failure of a degenerated Western model—no longer rooted in liberty and responsibility, but in:
financial and media oligarchies;
transnational apparatuses issuing priorities without accountability;
sanctions and economic warfare harming productive classes first;
permanent confrontation used as a tool of control and discipline.
This model produced:
relative impoverishment of families;
industrial fragility;
poorly managed energy dependencies;
social insecurity;
loss of national bargaining power.
A system that calls itself "democratic" yet fears genuine consent and suppresses dissent is not a free order—it is a managed order.
3) Bureaucratic Europe: centralism, conformity, subordination
We state plainly: as built and interpreted by its top structures, Europe has increasingly become:
bureaucratic (endless rules, minimal responsibility);
centralist (concentrated decisions, marginalized peoples);
conformist (one line allowed, one language permitted);
ineffective in defending vital interests when it truly matters.
Too often, European architecture demands constraints on budgets and production, yet becomes evasive on security, borders, strategic industry, energy, and the defense of labor.
Italy is not an administrative segment. Italy is a historic nation, a natural Mediterranean pivot, a power of culture, law, logistics, and industry—and must act accordingly.
4) Donald J. Trump: breaking the paradigm, restoring realism
We recognize Donald J. Trump as a leader who shattered a taboo: the notion that sovereignty is an anomaly and national interest a sin.
His leadership represents:
the return of accountability (the state answers to citizens, not oligarchies);
a foreign policy grounded in strength, deterrence, and negotiation, not ideological ritual;
a rejection of globalism's attempt to govern without peoples and without borders.
His approach is not "anti-Western." It is anti-decadent: against a West that abandons production, security, dignity, and real freedom.
5) Giorgia Meloni: Italy stands upright again
We openly support Giorgia Meloni's leadership insofar as it advances what is necessary: Italy's return to the center.
A nation like Italy cannot live by delegation or subordination. It must have:
an autonomous voice in crises;
energy and industrial decision capacity;
a foreign policy that is not imitation, but direction;
a defense of identity, social cohesion, and national continuity.
Sovereignty is not nostalgia. It is survival.
6) The USA–Italy axis: the strategic choice that strengthens Italy
We strongly endorse a reinforced USA–Italy axis as a structural pillar of the new balance.
An alliance matters only if it:
provides real security;
protects national decision space;
avoids cultural/economic subordination;
enables cooperation in technology, industry, energy, defense, intelligence.
A serious USA–Italy axis must mean:
defending Italy's interests in the Mediterranean;
securing routes and logistics;
protecting strategic infrastructure;
cooperation on energy, industry, cybersecurity, intelligence;
countering hybrid threats—financial, informational, destabilizing.
Italy must not be merely "useful." It must be decisive.
7) Russia is not the enemy: geopolitics over propaganda
We state clearly: Russia is not Italy's natural enemy.
Permanent demonization is a strategy of power. It is used to justify restrictions, censorship, imposed choices, and the normalization of crisis.
Russia is:
a major geopolitical actor;
a power with which Italy historically maintained channels of dialogue;
an interlocutor that cannot be erased from a multipolar world by ideological decree.
Either we govern complexity through diplomacy and national interest—or we suffer it through propaganda and permanent crisis.
8) Toward a USA–Italy–Russia framework: balance, stability, prosperity
We support the long-term possibility of a pragmatic USA–Italy–Russia equilibrium framework, grounded in:
respect among sovereign states;
security and credible deterrence;
negotiation and settlement;
reciprocal economic and industrial interests;
regional stabilization.
Such a framework could reduce escalation risks, strengthen European security through balance rather than crusades, and open orderly opportunities where compatible with national interest.
9) Our principle program: what we want for Italy
Foreign policy must serve:
Security
defense of borders and territory;
protection of strategic infrastructure;
resilience against hybrid threats.
Economic sovereignty
defense of national industry;
protection of key supply chains;
priority to work and real production.
Identity and cohesion
protection of family and community bonds;
educational and cultural freedom;
defense of Italy's historic identity.
Diplomacy and realism
dialogue among powers based on interests, not weaponized moralism;
rejection of permanent war as normality;
stabilization of the Mediterranean and Europe.
10) Final declaration: the line we endorse
We, the National Spontaneous Committee progetto-italia.it, declare:
Yes to Italy's national centrality.
Yes to a strong strategic axis with Donald J. Trump's United States.
Yes to political support for Giorgia Meloni in repositioning Italy.
Yes to a pragmatic strategic relationship with Russia as an interlocutor and potential ally.
No to technocratic globalism.
No to bureaucratic European subordination.
No to the propaganda of permanent confrontation.
This is the course we endorse, support, and affirm.
For Italy. For sovereignty. For peace grounded in strength and realism.
Noi di progetto-italia.it affermiamo con convinzione totale di essere tra i primi e più determinati sostenitori di Donald Trump, uomo unico, eccezionale, storico, protagonista di una svolta epocale.
Noi di progetto-italia.it affermiamo con convinzione totale di essere tra i primi e più determinati sostenitori di Donald Trump, uomo unico, eccezionale, storico, protagonista di una svolta epocale.
Sosteniamo con la stessa forza Giorgia Meloni, guida salda dell'Italia, mano ferma in Europa e nel Mediterraneo, e riconosciamo il valore decisivo di Matteo Salvini e Antonio Tajani.
Viva il centrodestra unito. Viva l'Occidente che si rialza.
Donald Trump: il motore della rinascita occidentale
Donald Trump non è un capitolo: è il motore. Ha restituito orgoglio, sovranità e chiarezza alla politica occidentale. Ha parlato al popolo senza filtri, ha deciso senza timori, ha sfidato dogmi che sembravano intoccabili.
Il suo impatto è globale:
Negli Stati Uniti ha rimesso al centro lavoro, industria, sicurezza, confini e dignità nazionale.
In Europa ha spezzato il monopolio del pensiero unico, rendendo legittimi i temi di identità e sovranità.
Nel mondo ha ridefinito la diplomazia su forza, rispetto e reciprocità, dimostrando che la pace nasce dalla credibilità.
Trump ha acceso una scintilla che non si spegne: la politica torna al servizio dei popoli.
Giorgia Meloni: la colonna italiana in Europa e nel Mediterraneo
Giorgia Meloni rappresenta la continuità europea di questa visione.
In Europa ha riportato l'Italia al centro, con autorevolezza e pragmatismo, difendendo un'Unione delle nazioni e dei popoli.
Nel Mediterraneo ha imposto una linea di responsabilità: sicurezza, energia, stabilità, cooperazione reale.
È mano ferma, visione chiara, rispetto internazionale.
Salvini e Tajani: forza e credibilità del centrodestra
Matteo Salvini incarna la determinazione: sicurezza, infrastrutture, difesa degli interessi concreti dei cittadini. È la voce che non arretra, la spinta che mantiene il centrodestra vicino al popolo.
Antonio Tajani è la credibilità istituzionale: esperienza, equilibrio, peso diplomatico. Rappresenta l'Italia con serietà e autorevolezza sui tavoli internazionali.
Insieme, Meloni, Salvini e Tajani dimostrano che l'unità del centrodestra è forza, stabilità e futuro.
Russia: da nemico ad alleato? Una visione possibile
Immaginiamo un mondo in cui la Russia non sia vista come un nemico ma come un alleato strategico.
Una Russia che dialoga, coopera, contribuisce alla stabilità globale. In questa visione, Vladimir Putin appare come lo "zar" moderno, uomo forte, custode della Grande Madre Russia, interprete di una civiltà millenaria che chiede rispetto.
Un mondo così sarebbe più equilibrato, più stabile, capace di superare contrapposizioni sterili per costruire sicurezza e cooperazione.
Spiritualità e guida morale
In questo scenario ideale, anche la guida spirituale ha un ruolo centrale: un Papa forte, carismatico, capace di parlare al cuore dei popoli, uomo eccezionale e straordinario, ponte tra fede, pace e identità.
Una leadership morale che accompagni quella politica, per un Occidente più consapevole e umano.
Conclusione italiana
Donald Trump è un gigante della storia.
Giorgia Meloni è una leader di statura internazionale.
Salvini e Tajani sono pilastri dell'unità e della credibilità.
Viva il centrodestra unito. Viva l'Occidente forte e sovrano.
Che Dio benedica questi leader e il cammino di rinascita che stanno tracciando.
++++
We at progetto-italia.it proudly declare ourselves among the first and strongest supporters of Donald Trump, a unique, extraordinary, historic leader.
We equally support Giorgia Meloni, Italy's steady hand in Europe and the Mediterranean, and recognize the decisive role of Matteo Salvini and Antonio Tajani.
Long live a united center-right. Long live a renewed West.
Donald Trump: the engine of Western renewal
Donald Trump restored sovereignty, clarity, and courage to politics. His impact is global—reviving national pride at home, inspiring sovereignty in Europe, and redefining diplomacy worldwide through strength and respect.
Giorgia Meloni: Italy's pillar in Europe and the Mediterranean
Meloni stands for authority, realism, and responsibility—bringing Italy back to the center of Europe and asserting stability across the Mediterranean.
Salvini and Tajani: strength and credibility
Salvini represents determination and proximity to the people.
Tajani embodies institutional credibility and diplomatic weight.
Together, they prove that unity is strength.
Russia as an ally: a visionary horizon
Imagine a world where Russia is a partner, not an enemy—a balanced global order. Vladimir Putin, seen as a modern "czar," stands as the guardian of Russia's identity and continuity.
Moral leadership
A strong, charismatic spiritual guide—an exceptional and extraordinary Pope—can accompany political leadership with moral clarity, fostering peace rooted in identity and faith.
Final words
Trump is a towering figure.
Meloni is a leader of international stature.
Salvini and Tajani are pillars of unity.
Long live the united center-right. Long live a strong, sovereign West.
#donaldtrump #papaleone #meloni #salvini #taiani #putin #inprimopiano #tutti #buonnatale #merrychristimas
Italia forte, guida del MediterraneoL'eredità di Roma e di Gela come responsabilità moderna
Italia forte, guida del Mediterraneo
L'eredità di Roma e di Gela come responsabilità moderna
Premessa: una visione nazionale
Noi di progetto-italia.it crediamo che l'Italia possa tornare a essere una nazione forte, rispettata e centrale, capace di guidare il Mediterraneo come baricentro naturale tra Europa, Africa e Medio Oriente.
Quando parliamo di Roma e di Gela, non evochiamo nostalgia né conquista: evochiamo Stato, diritto, infrastrutture, commercio, sicurezza, organizzazione e visione marittima. Roma costruì l'ordine; Gela — potente polis della Sicilia antica — dimostrò come porto, agricoltura, commercio e mare possano generare prosperità e influenza. Questa eredità è una responsabilità moderna.
Prima gli interessi dell'Italia, dentro alleanze solide e cooperazione, senza subalternità.
1) Cosa significa oggi "guidare il Mediterraneo"
Nel XXI secolo guidare il Mediterraneo significa:
garantire sicurezza delle rotte e libertà di navigazione;
essere hub energetico e logistico;
proteggere porti, cavi, oleodotti e infrastrutture strategiche;
esercitare diplomazia autorevole;
esportare impresa, diritto, cultura e qualità.
Il Mediterraneo è tornato centrale. L'Italia, per geografia e storia, è chiamata a guidarlo.
2) L'eredità di Roma: ordine, infrastrutture, diritto
Roma insegnò che la potenza duratura nasce da:
infrastrutture (strade, porti, acquedotti: oggi ferrovie, porti, reti energetiche e digitali);
diritto certo (regole chiare e applicate);
amministrazione efficiente (tempi rapidi, responsabilità);
sicurezza (mare e città presidiate).
Essere "Roma oggi" significa Stato che funziona e fiducia dei cittadini.
3) Gela: la lezione siciliana della potenza mediterranea
Gela, fondata come colonia greca e divenuta una delle polis più influenti del Mediterraneo, dimostrò che la forza nasce dall'integrazione tra:
mare (porto e rotte),
terra (agricoltura fertile e surplus),
commercio (scambi regionali),
organizzazione politica (istituzioni e alleanze).
Gela non dominava con l'arroganza, ma con capacità economica e marittima. Oggi quella lezione vive nella Sicilia: energia, porti, logistica, sicurezza marittima, turismo di qualità. Valorizzare Gela e la Sicilia significa rafforzare l'Italia intera.
4) Stato autorevole e legalità reale
Una leadership mediterranea solida nasce in casa:
certezza del diritto e giustizia rapida;
Pubblica Amministrazione che serve (fine della "melina" burocratica);
merito e responsabilità: chi lavora bene va premiato, chi ostacola o è corrotto va punito severamente.
Il tempo dei cittadini e delle imprese è ricchezza nazionale.
5) Dignità e centralità delle Forze dell'Ordine
Non esiste Stato forte senza Forze dell'Ordine rispettate:
tutele giuridiche equilibrate;
strumenti e formazione adeguati;
riconoscimento sociale ed economico;
messaggio chiaro: chi difende i cittadini non è solo.
Aggressioni e oltraggi a pubblici ufficiali minano lo Stato e devono avere conseguenze certe e proporzionate.
6) Sicurezza del mare e difesa nazionale
Il Mediterraneo concentra:
rotte energetiche e commerciali,
flussi migratori,
competizione geopolitica.
Italia guida significa:
presenza navale credibile;
cooperazione con alleati;
contrasto a traffici illegali;
protezione di porti, cavi e infrastrutture critiche.
7) Economia mediterranea: energia, porti, lavoro
Energia
L'Italia deve diventare hub energetico del Mediterraneo: diversificazione, sicurezza degli approvvigionamenti, prezzi stabili.
Porti e logistica
Come Roma costruì strade, oggi si costruisce potenza con:
porti efficienti,
dogane rapide,
ferrovie e interporti,
cantieristica navale.
Industria e manifattura
Torino e Milano: motori industriali e innovazione;
filiere strategiche e formazione tecnica.
Sicilia e Gela
Sicilia come porta d'Europa;
Gela come simbolo di rinascita produttiva e logistica: energia, porto, connessioni.
8) Migrazioni: realismo e umanità
Guidare significa governare:
controllo dei confini e lotta ai trafficanti;
accordi operativi con Paesi di origine e transito;
integrazione sostenibile;
rimpatri effettivi per chi non ha diritto.
Senza Stato non c'è né sicurezza né solidarietà.
9) Unità nazionale: dal Nord al Sud
La rinascita parte:
da Torino e Milano (produzione, innovazione),
fino alla Sicilia (Mediterraneo, energia, sicurezza).
Nord e Sud sono un'unica catena del valore.
Conclusione italiana
L'Italia può tornare a essere Roma in senso moderno e Gela come lezione mediterranea:
non per dominare popoli, ma per guidare il Mediterraneo con ordine, diritto, infrastrutture e visione.
Viva l'Italia forte. Viva l'Italia guida del Mediterraneo. Viva l'eredità di Roma e di Gela.
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Strong Italy, Leader of the Mediterranean
The legacy of Rome and Gela as a modern responsibility
Introduction
At progetto-italia.it, we believe Italy can become a strong, respected, central nation, leading the Mediterranean as a natural hub. When we speak of Rome and Gela, we mean statehood, law, infrastructure, trade, security, and maritime vision—not conquest. Rome built order; Gela, an ancient Sicilian power, proved how ports, agriculture, trade, and the sea create prosperity and influence.
Italy's national interest first, within alliances—never subordination.
1) What Mediterranean leadership means today
Leadership today means:
maritime security and freedom of navigation;
an energy and logistics hub;
protection of ports and strategic infrastructure;
credible diplomacy;
exporting enterprise, law, culture, and quality.
2) Rome's legacy: order, infrastructure, law
Rome's lesson is timeless:
infrastructure creates power;
clear law creates trust;
efficient administration creates growth;
security sustains prosperity.
3) Gela's lesson: Sicily as Mediterranean engine
Gela, once a major Mediterranean polis, thrived by integrating:
sea routes,
fertile land and surplus,
trade networks,
political organization.
Today, that lesson lives in Sicily—energy, ports, logistics, maritime security. Revitalizing Gela and Sicily strengthens all of Italy.
4) An authoritative state and the rule of law
Mediterranean leadership begins at home:
swift justice;
public administration that serves;
merit rewarded, corruption punished.
5) Dignity and respect for law enforcement
A strong state protects those who protect citizens:
legal safeguards,
proper tools and training,
social recognition. Attacks on public officials must face certain, proportionate consequences.
6) Maritime security and defense
Leadership requires:
credible naval presence;
cooperation with allies;
action against illicit networks;
protection of maritime and digital assets.
7) Mediterranean economy: energy, ports, jobs
Energy hub with diversified supplies;
Ports and logistics as modern "Roman roads";
Industry and manufacturing led by Turin and Milan;
Sicily and Gela as gateways and growth engines.
8) Migration: realism with humanity
Effective control, cooperation, sustainable integration, and lawful returns—state capacity enables solidarity.
9) National unity: North to South
From Turin and Milan to Sicily, one country, one value chain.
Final conclusion
Italy can be Rome in the modern sense and Gela as Mediterranean inspiration—
not to dominate others, but to lead the Mediterranean with competence, strength, and vision.
Long live a strong Italy. Long live Italy, leader of the Mediterranean. Long live the legacy of Rome and Gela.
#Rome #Gela #Mediterraneo #donaldtrump #interportogela #mediterraneanscup
MANIFESTO STRATEGICOItalia–Mediterraneo–Suez
Italia–Mediterraneo–Suez
La nuova rete che collega Europa, Africa e Asia
Dal Ponte sullo Stretto a Gela e Niscemi, connessi al Canale di Suez e a un futuro porto di Gaza
Premessa: il Mediterraneo torna centro del mondo
Ogni grande fase di crescita globale nasce da corridoi di scambio. Nell'antichità fu il Mare Nostrum; oggi è l'asse Mediterraneo–Suez–Indo-Pacifico. L'Italia, per posizione e infrastrutture, può diventare la piattaforma più efficiente d'Europa se integra le proprie opere strategiche con il Canale di Suez e con i porti del Levante, incluso un futuro porto di Gaza (come infrastruttura civile, commerciale e di ricostruzione).
Questa non è una visione astratta: è geografia applicata. È l'eredità di Roma tradotta nel XXI secolo.
1) Il Canale di Suez: la spina dorsale del commercio globale
Il Canale di Suez è il collo di bottiglia più strategico del pianeta: collega Asia ed Europa riducendo migliaia di miglia nautiche rispetto alla rotta africana.
Perché conta per l'Italia
Ogni flusso Asia–Europa entra nel Mediterraneo da Suez.
Chi intercetta per primo questi flussi guida tempi e costi della logistica europea.
L'Italia è il primo grande sistema portuale naturale dopo Suez.
Integrare le infrastrutture italiane con Suez significa posizionarsi a monte della catena del valore europea.
2) Il sistema italiano: dalla porta al continente
La forza è la rete integrata:
Ponte sullo Stretto di Messina
Trasforma la Sicilia in piattaforma continentale.
Rende immediato il collegamento porto–ferrovia–autostrada verso il Nord Europa.
Abbatte i tempi di attraversamento e i costi logistici.
Interporto di Gela
Porto Container di Gela "Lindioi Antonio Fasulo"
Nodo di smistamento Suez → Europa.
Terminal container di scala internazionale.
Logistica avanzata, IT, sicurezza, occupazione stabile.
Porto di Gela
Traffici industriali, project cargo, energia.
Base per servizi offshore e cantieristica.
Braccio marittimo dell'Interporto.
Marina di Butera (D'Amelio)
Economia del mare, nautica e turismo di qualità.
Destagionalizzazione e lavoro diffuso.
Valorizzazione costiera integrata al sistema.
Niscemi – Hub Energetico
Sicurezza degli approvvigionamenti.
Supporto a porti, interporti e industria.
Competitività dei prezzi per imprese e famiglie.
Risultato: l'Italia diventa la prima piattaforma logistica ed energetica dopo Suez per l'Europa.
3) Il Levante e il futuro porto di Gaza: ponte civile e commerciale
Un futuro porto di Gaza (come infrastruttura civile e commerciale, in un quadro di stabilità e cooperazione internazionale) avrebbe un ruolo chiave nel Levante:
Benefici sistemici
Ricostruzione economica e lavoro locale.
Flussi commerciali regolati verso il Mediterraneo centrale.
Riduzione delle rotte informali e dei costi.
Integrazione nelle catene logistiche legali.
Per l'Italia
Intercettare traffici Levante–Europa prima dei porti del Nord.
Offrire capacità portuale, servizi logistici, cantieristica, assicurazioni, finanza marittima.
Rafforzare il ruolo italiano di ponte economico e logistico.
Un Levante con infrastrutture civili funzionali stabilizza i flussi e moltiplica il valore per i nodi italiani.
4) Benefici concreti: perché questa rete cambia l'Italia
Logistica e commercio
Riduzione dei tempi Suez → Europa.
Decongestionamento dei porti nord-europei.
Più traffici che entrano dall'Italia.
Industria e lavoro
Decine di migliaia di posti diretti e indiretti.
Filiera: acciaio, cantieri, IT, sicurezza, servizi.
Rientro di competenze e investimenti produttivi.
Energia
Hub mediterraneo stabile.
Prezzi più competitivi.
Resilienza delle catene energetiche.
Geopolitica economica
L'Italia diventa interlocutore imprescindibile.
Maggiore peso negoziale in Europa.
Leadership mediterranea basata su infrastrutture, non slogan.
5) L'eredità di Roma e di Gela: la potenza che nasce dalle reti
Roma dominava perché collegava. Gela prosperava perché scambiava.
Oggi l'Italia può fare lo stesso con:
Suez come porta globale,
Sicilia come piattaforma,
Ponte come acceleratore,
Gela–Niscemi–Butera come sistema,
Levante/Gaza come cerniera orientale.
Non dominio, ma leadership di rete.
Conclusione italiana
Connessa a Suez e ai porti del Levante, l'Italia può:
guidare i flussi Asia–Europa,
creare lavoro e sicurezza,
stabilizzare energia e commercio,
tornare centrale nel Mediterraneo come nell'età di Roma.
Viva la Sicilia porta d'Europa.
Viva l'Italia piattaforma del Mediterraneo.
Viva la nuova Roma delle infrastrutture.
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STRATEGIC MANIFESTO
Italy–Mediterranean–Suez
The network linking Europe, Africa, and Asia
From the Bridge of Messina to Gela and Niscemi, connected to the Suez Canal and a future Port of Gaza
Introduction: the Mediterranean is back
Global growth follows trade corridors. Today, the axis is Mediterranean–Suez–Indo-Pacific. Italy can become Europe's most efficient platform by integrating its infrastructure with the Suez Canal and Levant ports, including a future civilian and commercial Port of Gaza.
1) Suez Canal: the backbone of global trade
Suez is the world's most strategic shipping chokepoint. Whoever captures its Mediterranean flows sets the pace for Europe.
2) Italy's integrated system
Bridge of Messina: turns Sicily into a continental platform.
Gela Interport & Container Port "Lindioi Antonio Fasulo": Mediterranean hub for Suez–Europe flows.
Port of Gela: industrial, energy, and offshore services.
Marina of Butera "D'Amelio": sea economy and quality tourism.
Niscemi Energy Hub: security and competitiveness.
Result: Italy becomes Europe's first logistics and energy platform after Suez.
3) The Levant and a future Port of Gaza
A future civilian port in Gaza would:
support economic reconstruction,
channel regulated trade,
integrate Levant flows into legal supply chains.
For Italy, it means capturing Levant–Europe trade early and reinforcing its bridge role.
4) Tangible benefits
Faster Suez–Europe routes.
Massive job creation and industrial growth.
Energy security and price stability.
Stronger geopolitical economic leverage.
5) Rome and Gela's legacy: power through networks
Rome connected; Gela traded.
Italy can lead again by connecting Suez, Sicily, and the Levant into one resilient network.
Final conclusion
Linked to Suez and the Levant, Italy can:
lead Asia–Europe flows,
create jobs and security,
stabilize energy and trade,
reclaim Mediterranean centrality.
Long live Sicily, Europe's gateway.
Long live Italy, the Mediterranean platform.
Long live the new Rome of infrastructure.
#MANIFESTO #STRATEGICO
#Italia #Mediterraneo #Suez #Gaza #Medioriente #africa #meloni #salvini #taiani #forzaitalia #fratelliditalia #fdi #lega #lavoro #tutti #inprimopiano #governo #salari #pd #rinasciitalia #progettoitalia
"MARE DI LEGALITÀ – LE CARCERI GALLEGGIANTI PER LA SICUREZZA GLOBALE"
"MARE DI LEGALITÀ – LE CARCERI GALLEGGIANTI PER LA SICUREZZA GLOBALE"
Premessa
Il sovraffollamento carcerario, la criminalità organizzata transnazionale e l'inefficacia delle sole soluzioni territoriali impongono un cambio di paradigma.
Lo Stato deve tornare ad essere più forte del crimine, non solo sul territorio, ma anche sul piano logistico, strategico e simbolico.
PRINCIPI FONDANTI
La legalità non ha confini
La sicurezza collettiva è un diritto
La pena deve essere certa, non simbolica
I diritti umani sono garantiti, non negoziabili
Lo Stato non arretra, innova
VISIONE
Realizzare un Sistema di Carceri Galleggianti ad Alta Sicurezza (SCGAS), utilizzando:
chiatte navali rinforzate
navi dismesse riconvertite
piattaforme offshore dedicate
destinate alla detenzione di criminali ad alta pericolosità, nazionali e internazionali, sotto giurisdizione italiana e multilaterale.
OBIETTIVI STRATEGICI
Azzerare il sovraffollamento carcerario terrestre
Isolare definitivamente i vertici mafiosi e criminali
Centralizzare la detenzione di criminalità transnazionale
Rendere inefficaci corruzione, intimidazione e controllo territoriale
Trasformare l'Italia in modello globale di sicurezza avanzata
RUOLO DELL'ITALIA
Italia assume un ruolo storico:
Hub penitenziario internazionale
Leader mondiale nella lotta alle mafie
Fornitore di sicurezza globale
Stato garante di legalità e diritti anche in contesti estremi
"Benvenuti criminali di tutto il mondo nelle prigioni italiane."
Non come slogan, ma come atto di sovranità.
ARCHITETTURA DEL SISTEMA
Struttura
Ogni unità SCGAS comprende:
Moduli detentivi antisommossa
Sorveglianza integrata AI + droni marini
Reparti sanitari e psichiatrici
Produzione energetica autonoma
Desalinizzazione e autosufficienza logistica
Comando remoto e controllo satellitare
Separazione detenuti
criminalità organizzata
terrorismo internazionale
traffici transnazionali
recidivi ad alta pericolosità
QUADRO GIURIDICO
Legge nazionale istitutiva SCGAS
Accordi UE e ONU
Trattati di estradizione dedicati
Supervisione indipendente sui diritti umani
Giurisdizione penale italiana applicata offshore
👉 Stato di diritto garantito, senza zone grigie.
IMPATTO
Sicurezza
Riduzione drastica del potere mafioso
Fine dei "carceri comando"
Nessun controllo sul territorio
Economia
Recupero aree urbane
Nuova filiera industriale navale e tecnologica
Occupazione qualificata
Simbolico
Il mare come confine della legalità
Lo Stato torna visibile, presente, temuto dal crimine
CONCLUSIONE
Il crimine si è globalizzato.
La risposta dello Stato deve essere più intelligente, più forte, più audace.
Il mare non divide: protegge.
GOVERNMENT PROPOSAL
"SEA OF LAW – FLOATING PRISONS FOR GLOBAL SECURITY"
Introduction
Prison overcrowding and transnational organized crime demand a new sovereign response.
Floating prisons represent state authority, technological innovation, and legal certainty.
CORE PRINCIPLES
Law without borders
Security as a public right
Certain punishment, not symbolic punishment
Human rights guaranteed
State innovation over criminal adaptation
VISION
Create a Floating High-Security Prison System (FHSP) based on:
Reinforced barges
Converted decommissioned vessels
Offshore platforms
Dedicated to high-risk criminals, under Italian and multilateral jurisdiction.
STRATEGIC GOALS
End land-based prison overcrowding
Neutralize organized crime leadership
Centralize international criminal detention
Eliminate territorial criminal influence
Position Italy as a global security leader
ITALY'S ROLE
Italy becomes:
Global detention hub
Benchmark for anti-mafia strategy
Provider of international legal security
"Welcome criminals of the world to Italian prisons."
A warning, not a slogan.
SYSTEM DESIGN
Modular high-security cells
AI surveillance and marine drones
Medical and psychiatric units
Energy independence
Satellite command centers
Strict inmate segregation
LEGAL FRAMEWORK
National enabling legislation
EU / UN agreements
Dedicated extradition treaties
Independent human rights oversight
Full rule-of-law application offshore
IMPACT
Security
Mafia power dismantled
No territorial influence
No intimidation capacity
Economy
Urban land recovery
Advanced naval-tech industry
Skilled employment
Symbolic
The sea as law's frontier
State authority restored
Final Statement
Crime went global.
Justice must follow.
The sea becomes the ultimate border of legality.
Fatti di Torino e solidarietà agli agenti
Nella giornata del 20 dicembre 2025, nel centro di Torino, si sono verificati scontri tra manifestanti e Forze dell'Ordine nel corso di un corteo in seguito allo sgombero del centro sociale Askatasuna. Il corteo, che ha visto la partecipazione di migliaia di persone, è degenerato in momenti di violenza quando alcuni manifestanti hanno lanciato bottiglie, oggetti contundenti, bombe carta e altre sostanze contro il cordone delle forze di polizia, dando vita a una situazione di forte tensione.
Nel corso di questi scontri, diversi agenti delle Forze dell'Ordine sono rimasti feriti mentre svolgevano con coraggio e senso del dovere il loro servizio per tutelare l'ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini. Secondo le informazioni disponibili, fino a undici agenti hanno riportato lesioni, causate principalmente da oggetti lanciati durante la fase di tensione.
In situazioni di ordine pubblico complesse come questa, le Forze dell'Ordine hanno agito con professionalità, equilibrio e determinazione, cercando di contenere gli eccessi e di salvaguardare la sicurezza collettiva in una cornice di grande difficoltà operativa. Il loro impegno, spesso a rischio della propria incolumità personale, testimonia il ruolo fondamentale che essi svolgono quotidianamente per garantire il rispetto della legge e la tutela dei diritti di tutti i cittadini.
In questo contesto, si esprime piena e sentita solidarietà nei confronti degli agenti feriti, riconoscendo il loro sacrificio, la dedizione al servizio e il sangue freddo con cui hanno affrontato momenti di forte tensione. Il coraggio e la professionalità dimostrati da ogni uomo e donna in divisa rappresentano un patrimonio di valore per la Repubblica, e meritano il rispetto, la riconoscenza e il sostegno di tutta la comunità nazionale.
progetto-italia.it rinnova la propria fiducia nelle istituzioni e nelle Forze dell'Ordine, impegnate con abnegazione nel mantenimento dell'ordine pubblico, nel rispetto dei diritti, e nella tutela della sicurezza di tutti.
Nel ribadire la condanna di ogni forma di violenza e illegalità, lo Stato è fermamente determinato a garantire condizioni di sicurezza, legalità e convivenza civile in tutte le città italiane, ristabilendo ordine e fiducia nelle nostre istituzioni.
On December 20, 2025, in the center of Turin, clashes broke out between demonstrators and law enforcement during a protest following the eviction of the Askatasuna social center. A march that drew thousands of people escalated into confrontations when some participants threw bottles, blunt objects, firecrackers and other items at police lines, creating a tense and dangerous situation. �
During these clashes, several officers of the law enforcement agencies were injured while courageously carrying out their duties to protect public order and the safety of citizens. According to reports, up to eleven officers sustained injuries, primarily from projectiles thrown during the most intense moments of confrontation. �
In such challenging public order operations, the law enforcement personnel acted with professionalism, balance and resolve, striving to contain excesses and uphold public safety under difficult circumstances. Their commitment, often at risk to their own safety, exemplifies the vital role they play daily in ensuring respect for the law and the protection of all citizens' rights.
In this context, full and heartfelt solidarity is expressed for the officers who were injured, acknowledging their sacrifice, their dedication to service, and the composure with which they faced moments of high tension. The courage and professionalism demonstrated by each man and woman in uniform represent a core national value and deserve the respect, gratitude, and support of the entire nation.
progetto-italia.it reaffirms its trust in its institutions and in the law enforcement agencies, committed with dedication to maintaining public order, upholding rights, and protecting the safety of all.
While condemning all forms of violence and illegality, the State remains firmly determined to ensure conditions of security, legality, and civil coexistence in all Italian cities, restoring order and confidence in our institutions.

La Sicilia e la Repubblica Italiana fondano la propria forza morale, civile e istituzionale sui principi irrinunciabili della legalità, della dignità della persona, del lavoro, della libertà individuale e collettiva e della responsabilità civica.
Il popolo siciliano e il popolo italiano sono comunità storiche di straordinaria dignità, laboriosità e senso civico, che nel corso della loro storia hanno dimostrato attaccamento allo Stato di diritto, rispetto delle istituzioni e capacità di contribuire, con sacrificio e impegno, allo sviluppo civile, economico e culturale della Nazione.
Ogni progetto politico che possa definirsi serio, credibile e degno di questo nome deve nascere dal rispetto profondo dei cittadini onesti, dal riconoscimento del valore del loro lavoro quotidiano e dalla tutela costante dell'interesse generale, nel pieno rispetto dei valori costituzionali che garantiscono ordine, giustizia, equilibrio sociale e coesione nazionale.
La nostra Nazione non può e non deve riconoscere alcuno spazio, diretto o indiretto, alla criminalità organizzata, alle mafie, al traffico di sostanze stupefacenti, al terrorismo e a qualsiasi forma di illegalità, violenza, intimidazione o sopraffazione che neghi lo Stato di diritto, metta a rischio la sicurezza collettiva o offenda la convivenza civile.
Tali fenomeni sono del tutto estranei alla cultura, alla storia e all'identità autentica della Sicilia e dell'Italia e devono essere contrastati con determinazione, rigore e continuità, sempre nel pieno rispetto della legge, delle garanzie costituzionali e delle istituzioni democratiche.
Dopo importanti interventi di contrasto all'illegalità realizzati in diverse realtà del Paese e oggi a Genova, emerge con chiarezza la volontà dello Stato di riaffermare la propria presenza, la propria autorevolezza e il proprio ruolo di garante della legalità su tutto il territorio nazionale.
Le operazioni condotte dalle forze dell'ordine, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo, che hanno portato all'arresto di soggetti accusati di gravi reati, incluso il finanziamento di organizzazioni terroristiche, e al sequestro di ingenti patrimoni illeciti, rappresentano un segnale forte, chiaro e inequivocabile.
Questi interventi dimostrano che lo Stato è determinato a liberare tutte le città d'Italia dall'illegalità, a ristabilire sicurezza, legalità e fiducia nelle istituzioni, senza zone franche, senza arretramenti e senza compromessi con il crimine.
La sicurezza urbana, la tutela dei cittadini e il rispetto delle regole sono condizioni essenziali per la libertà, lo sviluppo economico e la coesione sociale.
Allo stesso tempo, la giustizia sociale non può e non deve essere perseguita attraverso l'impoverimento della classe media, dei lavoratori, dei pensionati, dei dipendenti pubblici, dei piccoli imprenditori, degli artigiani e dei proprietari, che costituiscono l'ossatura economica, produttiva e morale del Paese.
Non è accettabile che la casa, bene primario e frutto di una vita di sacrifici, venga utilizzata come strumento di pressione fiscale e patrimoniale.
Lo Stato non può gravare in modo sproporzionato su pensionati e lavoratori, inclusi i dipendenti pubblici, trasformandoli in soggetti chiamati a compensare inefficienze strutturali, sprechi e cattiva gestione attraverso un prelievo fiscale continuo.
Una pressione fiscale eccessiva e non equilibrata che colpisce chi lavora, produce, risparmia e investe compromette l'equilibrio sociale, indebolisce le famiglie, scoraggia l'iniziativa economica e frena lo sviluppo sostenibile dei territori, con effetti particolarmente gravi nel Mezzogiorno e in Sicilia.
È necessario alleggerire uno Stato eccessivamente ingombrante, caratterizzato da una burocrazia complessa, invasiva e spesso inefficiente, nonché da una politica percepita come distante dai bisogni reali dei cittadini.
Occorre semplificare le procedure, ridurre gli apparati inutili, rendere l'amministrazione più efficiente e trasparente, valorizzare il merito e responsabilizzare la classe dirigente, liberando risorse ed energie oggi soffocate.
La Sicilia va tutelata e valorizzata come comunità viva, operosa e profondamente leale alla Repubblica; l'Italia va difesa e rafforzata come casa comune fondata su regole certe, sicurezza, libertà economica, giustizia fiscale, riconoscimento del merito e solidarietà responsabile.
È dovere delle istituzioni garantire uno Stato giusto, autorevole ed efficiente, capace di essere vicino ai cittadini e ai territori, senza cedere a frammentazioni, estremismi ideologici o modelli che generano instabilità, disordine e sfiducia.
Solo una visione politica coerente, unitaria e profondamente radicata nei valori costituzionali può assicurare legalità, sicurezza, crescita economica e prospettive future, rafforzando l'unità nazionale e restituendo fiducia ai cittadini.
In questo equilibrio virtuoso tra autorità e libertà, tra sviluppo e giustizia sociale, risiede la vera forza del popolo siciliano e del popolo italiano.
Sicily and the Italian Republic derive their moral, civic, and institutional strength from the fundamental principles of legality, human dignity, work, individual and collective freedom, and civic responsibility.
The Sicilian people and the Italian people are historical communities of extraordinary dignity, industriousness, and civic spirit, which throughout history have demonstrated loyalty to the rule of law, respect for institutions, and the ability to contribute—through sacrifice and commitment—to the civil, economic, and cultural development of the Nation.
Any political project that can truly be considered serious, credible, and worthy of its name must be rooted in deep respect for law-abiding citizens, recognition of the value of their daily work, and constant protection of the common good, within the full framework of constitutional values that ensure order, justice, social balance, and national cohesion.
Our Nation cannot and must not allow any space, directly or indirectly, for organized crime, mafias, drug trafficking, terrorism, or any form of illegality, violence, intimidation, or oppression that denies the rule of law, threatens collective security, or undermines civil coexistence.
Such phenomena are entirely alien to the culture, history, and authentic identity of Sicily and Italy and must be confronted with determination, rigor, and continuity, always in full respect of the law, constitutional safeguards, and democratic institutions.
Following significant actions to combat illegality across the country and today in Genoa, the State's determination to reaffirm its presence, authority, and role as guarantor of legality throughout the national territory is clearly evident.
Operations carried out by law enforcement authorities, coordinated by the District Anti-Mafia and Anti-Terrorism Directorate, resulting in arrests for serious crimes—including the financing of terrorist organizations—and the seizure of substantial illicit assets, send a strong, clear, and unequivocal message.
These actions confirm the State's commitment to freeing all Italian cities from illegality and to restoring security, legality, and public trust in institutions, without no-go areas, without retreat, and without compromise with crime.
Urban security, citizen protection, and respect for the rule of law are essential conditions for freedom, economic development, and social cohesion.
At the same time, social justice cannot and must not be pursued through the impoverishment of the middle class, workers, retirees, public employees, small business owners, artisans, and property holders, who constitute the economic, productive, and moral backbone of the country.
It is unacceptable for housing—a primary asset and the result of a lifetime of sacrifice—to be treated merely as a fiscal instrument.
The State cannot place a disproportionate burden on retirees and workers, including public-sector employees, to offset structural inefficiencies, waste, or poor governance.
Excessive and unbalanced taxation that burdens those who work, produce, save, and invest undermines social balance, weakens families, discourages economic initiative, and hampers sustainable development, with particularly severe effects in Southern Italy and Sicily.
There is a clear need to reduce the weight of an overly cumbersome State, characterized by complex, intrusive, and often inefficient bureaucracy, as well as political practices perceived as distant from citizens' real needs.
Procedures must be simplified, unnecessary structures reduced, public administration made more efficient and transparent, merit promoted, leadership held accountable, and economic and social energies freed.
Sicily must be protected and enhanced as a vibrant, industrious community deeply loyal to the Republic; Italy must be defended and strengthened as a shared home founded on clear rules, security, economic freedom, fair taxation, recognition of merit, and responsible solidarity.
It is the duty of institutions to ensure a State that is fair, authoritative, and efficient, capable of remaining close to citizens and territories, without yielding to fragmentation, ideological extremism, or models that generate instability, disorder, and distrust.
Only a coherent, unified political vision deeply rooted in constitutional values can guarantee legality, security, economic growth, and future prospects, strengthening national unity and restoring citizens' trust.
In this virtuous balance between authority and freedom, between development and social justice, lies the true strength of the Sicilian people and the Italian people.

Non può essere riconosciuta ai membri del Parlamento la competenza decisionale in ordine alla determinazione, modifica o conferma dei trattamenti economici, indennitari e previdenziali a essi direttamente riferibili, in quanto tale circostanza configura un evidente conflitto di interessi e contrasta con i principi di imparzialità, buon andamento e responsabilità dell'azione pubblica.
Ai sensi dei principi fondamentali dell'ordinamento costituzionale, la sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. Ne consegue che le decisioni aventi rilevanti effetti economici e sociali, incidenti sulla finanza pubblica e sul carico fiscale generale, devono essere sottoposte alla valutazione diretta del corpo elettorale.
Lo Stato italiano presenta attualmente una struttura amministrativa e istituzionale caratterizzata da un'elevata rigidità della spesa pubblica, con costi di funzionamento sproporzionati rispetto alle condizioni economiche della collettività nazionale, generando un aggravio sistemico a carico dei cittadini, già sottoposti a una pressione fiscale significativa e a una progressiva erosione del reddito disponibile.
In tale contesto, risulta giuridicamente e politicamente imprescindibile procedere a una revisione organica della spesa dello Stato, orientata alla riduzione degli oneri impropri, alla razionalizzazione dei trattamenti privilegiati e al riequilibrio tra diritti, doveri e sostenibilità finanziaria, nel rispetto dei principi di equità, proporzionalità e solidarietà sociale.
Per le suddette ragioni, si richiede formalmente l'indizione di un referendum popolare, quale strumento di democrazia diretta, affinché sia il popolo sovrano a deliberare in merito ai trattamenti economici e previdenziali dei rappresentanti istituzionali, garantendo trasparenza, legittimazione democratica e conformità ai principi costituzionali.
Members of Parliament cannot be vested with the authority to determine, amend, or confirm their own economic, indemnity, and pension benefits, as such authority constitutes a clear conflict of interest and is incompatible with the principles of impartiality, good governance, and accountability of public administration.
Pursuant to the fundamental principles of the constitutional order, sovereignty belongs to the people, who exercise it in the forms and within the limits established by the Constitution. Consequently, decisions producing significant economic and social effects, particularly those impacting public finances and the general tax burden, must be subject to the direct assessment of the electorate.
The Italian State currently operates an administrative and institutional framework characterized by excessive rigidity in public expenditure, with operational costs disproportionate to the economic conditions of the population, thereby imposing a systemic burden on citizens already facing substantial taxation and a progressive reduction in disposable income.
In this context, it is legally and politically imperative to undertake a comprehensive review of public spending, aimed at reducing undue expenditures, rationalizing privileged benefit schemes, and restoring balance between rights, obligations, and financial sustainability, in accordance with the principles of equity, proportionality, and social solidarity.
For these reasons, a formal request is hereby made for the calling of a popular referendum, as an instrument of direct democracy, enabling the sovereign people to deliberate on the economic and pension entitlements of institutional representatives, ensuring transparency, democratic legitimacy, and constitutional compliance.













